Presentazione della Scuola di Counseling e Natura: la Sincronicità e l’Entanglement

La Scuola di Counseling e Natura presenta una nuova prospettiva nella relazione di cura in cui le acquisizioni della Fisica Quantistica devono essere tenute presenti.
Parleremo del misterioso fenomeno dell’Entanglement Quantistico (correlazione istantanea a distanza) che tanto preoccupò Einstein ed entusiasmo Jung, quando ne discusse con il fisico Pauli.
Una serata interessante per guardare il mondo da un altro punto di vista.

Presenta la serata la dr.ssa Rosa Brancatella, Medico, Ginecologa, Psicoterapeuta, Costellatrice familiare, Fitoterapeuta

Interverrano:
Dr.ssa Carmen Romor, Medico Nucleare
Dr.ssa Carla Borromeo, Psicologa

Prenotazione obbligatoria: rosabrancatella@gmail.com – 3316870963

Ingresso con offerta libera

Sede: Studio Pandora, via Appia Nuova 71, Roma

Presentazione della Scuola di Counseling e Natura ispirata a Hildegarda di Bingen

 

Presentazione della Scuola di Counseling e Natura ispirata a Hildegard di Bingen . Nuovi paradigmi della cura: da Trotula e Hildegarda alla Fisica Quantistica

In previsione della prossima apertura a Roma della Scuola di Counseling e Natura, con questa conferenza vogliamo presentare i nuovi modelli di cura che proponiamo con un escursus storico che comprende le figure a cui siamo ispirate per una visione di unità del corpo, della mente e dell’anima.
Da Trotula della scuola salernitana a Hildegarda, benedettina dell’anno mille, due donne che anticipano una visione della salute, della malattia e della cura che ai giorni nostri sarà convalidata dai nuovi paradigmi della Fisica Quantistica.

Interverranno:
Dr.ssa Rosa Brancatella,Medico, Ginecologa, Psicoterapeuta, Sessuologa, Fitoterapeuta
Dr.ssa Carmen Romor, Medico Nucleare
Dr.ssa Carla Borromeo, Psicologa

Prenotazione obbligatoria:
rosabrancatella@gmail.com – 3316870963

Partecipazione con offerta libera

La Scuola di Hildegarda – Counseling e Natura

Nel XXI secolo nasce una scuola di Counseling ispirata ad una Santa, Monaca Benedettina, vissuta nel Medio Evo, Hildegard di Bingen.

Sembra un vero anacronismo, dal momento che siamo sulla scia di un progresso tecnologico e informatico che ci porta verso un futuro che i racconti di fantascienza ci avevano anticipato, e che solo qualche decennio fa sembravano utopia. Quindi perchè guardare ad un passato così lontano, in un’epoca che molti storici hanno definito oscura ma che forse tanto oscura non è stata se ha dato spazio a menti fervide come quella di Hildegard.

L’incontro con questa figura avviene per molti in maniera inaspettata e casuale, magari lungo un percorso personale o professionale, rivelandosi sempre fonte di cambiamento ed evoluzione.

Questa donna, così forte nella sua fragilità, ha una storia personale molto interessante che ogni donna dovrebbe conoscere. Ultima figlia di una famiglia nobile, nata da una madre quarantenne, in un’epoca in cui voleva dire vecchiezza, dimostra subito una natura complessa: le sue precoci visioni e preveggenze e la sua salute cagionevole, spinsero la famiglia a prendere la decisione di “oblarla”, in pratica regalarla al Monastero di Disibodemberg, dove vivrà chiusa in una cella sotto l’educazione di una giovane nobildonna. La clausura non fiacca assolutamente la sua tempra, anzi, è lì che Hildegard ha accesso a qualcosa di cui le donne del suo tempo non avevano assolutamente diritto: la cultura.

In quel momento storico il destino femminile era amaramente segnato dai maschi della famiglia, che decidevano per la donna il marito, senza che si potesse ribellare o esprimere. La mancanza assoluta di istruzione ne faceva donne dipendenti, per cui, paradossalmente, chi sceglieva il convento, seppur fisicamente relegata in uno spazio ristretto, aveva la possibilità di riscattarsi con la conoscenza, che rende liberi.

Fu così per Hildegarda, nel convento dove ha vissuto, dove poi prese i voti e divenne Badessa, ha avuto ac- cesso ai grandi libri e ha potuto studiare tutto ciò che la attraeva, compresa la musica, e accedere agli strumenti musicali. Fu la “Leonardo” al femminile, naturalmente in quanto donna non altrettanto conosciuta ma seppe spaziare dalla teologia all’ astronomia, dalla filosofia alla medicina naturale, dalla musica alla politica. Fu profetessa e guaritrice, al tal punto che il seguito dei seguaci e delle suore che volevano stare nel suo convento, fu enorme.

Contrastata dai monaci, decide di fondare un suo monastero, dove alle sue consorelle non impone una vita claustrale severa, ma piuttosto gioiosa. La sua vita non fu certo facile, ma la sua forte energia, seppure di salute fortemente cagionevole, l’ha sempre accompagnata.

Battagliera oltre misura, tiene testa a politici e papi, esempio anche oggi di come una donna con personalità decisa può affermarsi nel mondo. Scrive di profezie, secondo le sue “visioni” che l’hanno accompagnata tutta la vita, ma anche di scienze naturali, e si spenge a 81 anni, avendo previsto lei stessa il giorno della sua morte.

La sua concezione di benessere e di salute è  rivoluzionaria e anticipa in maniera straordinaria i nuovi modelli e i nuovi paradigmi che la fisica quantistica ci sta suggerendo di adottare. È il senso dell’unità del tutto, e non di separazione e di scissione, che caratterizza il pensiero di Hildegard: una profonda unità nell’universo, una profonda unità dell’ uomo con la natura e una profonda unità dentro ciascun individuo.

Dopo di lei, la nostra cultura, dai tempi della rivoluzione scientifica, scinderà questa unità, con la visione newtoniana del mondo, che mette l’uomo fuori dalla natura. E contemporaneamente Cartesio, con il suo “cogito ergo sum”, fa sì che il pensiero diventi l’identità di una persona, tralasciando le altre parti, e con il “res cogitans e rex extensa”, divide e separa la realtà interna dalla realtà esterna, creando una dicotomia e, con essa, una divisione tra le parti della persona, che invece dovrebbero trovare una integrazione: il corpo, la mente, l’anima.

La fisica quantistica sta dimostrando scientificamente il collegamento e l’unità di quelle parti che noi, con la nostra coscienza limitata, pensiamo essere separate. Il fenomeno dell’”entanglement” ci dice come due particelle che siano state unite in uno spazio comune, se vengono successivamente separate e portate, come è stato fatto, a distanza di centinaia di chilometri, e una delle due cambia il suo spin, cioè il suo senso di rotazione, anche l’altra istantaneamente cambierà il suo spin, trattandosi di un fenomeno atemporale e aspaziale.

E ancora, la fisica quantistica ci offre un’idea della realtà con cui è necessario confrontarsi, quando con una osservazione nota come “esperimento della doppia fenditura” ci dimostra che la nostra realtà esiste e si manifesta laddove una “coscienza” le permette di manifestarsi: una particella rivela la sua doppia natura di onda o particella a seconda che ci sia o non ci sia un osservatore.

La presenza di un osservatore, la coscienza umana, permette all’onda di “collassare” e dispiegarsi in materia, mentre, se l’osservatore non c’è, l’onda rimane nella sua natura e la materia non si manifesta. Il mondo, dunque, è quello che creiamo nella nostra coscienza.

Concetti complessi che aprono uno spazio a una nuova interpretazione della realtà e, con essa, a una nuova concezione filosofica del mondo, di chi siamo noi e di quale sia il nostro benessere.

Se, dunque, cadono le divisioni tra uomo e natura, sarà dalla natura e dal profondo e pieno contatto con essa che deriveranno la nostra salute e il nostro benessere; se cade la divisione tra corpo, mente, ovvero il luogo delle nostre emozioni, e anima, ovvero il luogo del nostro progetto esistenziale, cambierà radicalmente il nostro concetto di salute e malattia.

Il corpo non è più un’entità separata che manifesta nella malattia un sintomo che deve essere prontamente soppresso, ma è un messaggero di qualcosa di più profondo, e la malattia è un segnale di un conflitto che agisce dentro di noi impedendo il nostro percorso evolutivo.
Da qui nasce il bisogno di formare operatori che sappiano accompagnare, secondo i nuovi modelli, i percorsi delle persone che vivono un disagio, senza disfarsi del messaggio che la malattia o il malessere psicologico porta, ma decodificando i segnali che il corpo e la mente, oltre che l’anima, ci mandano per affrontare i nostri processi evolutivi.

Abbiamo scelto come sede della scuola un luogo dove la natura incontaminata e splendida ci riporta a un naturale senso di unità con essa, i Monti Sibillini, ad Amandola, nel centro dell’Italia.

I programmi della scuola prevedono lo studio di tecniche di comunicazione e counseling (una relazione di aiuto finalizzata a un problema specifico, non una psicoterapia) e lo studio di principi di psicologia. È fondamentale anche la comprensione dei nuovi paradigmi della fisica quantistica, per cui è indispensabile comprendere gli elementi di base di questa disciplina.

La natura ci offre mille rimedi utili per la nostra salute, per cui è bene conoscere sia le erbe officinali che i rimedi fitoterapici che ne derivano, per una buona gestione del benessere. Non mancano l’acquisizione di tecniche di consapevolezza corporea, come la bioenergetica e il training autogeno, e la meditazione, che ha un posto importante per il proprio percorso evolutivo spirituale che ogni partecipante intraprende con la partecipazione alla scuola, oltre agli strumenti di evoluzione personale messi a disposizione, tra i quali le costellazioni familiari, di gruppo e individuali.

La scuola ha una durata di tre anni alla fine dei quali vie- ne rilasciata l’iscrizione all’albo professionale, secondo la Legge n.4 del 14 gennaio 2013.  Le lezioni sono aperte a chi vuole partecipare anche per una sola giornata o un solo week end.

Come suggerito da Hildegard… lo spirito della scuola è la gioia!

 

Per informazioni:

Dott.ssa Rosa Brancatella
Direttrice Responsabile della Scuola di Hildegard

www.rosabrancatella.it – rosabrancatella@gmail.com – 3316870963

 

Pubblicato sulla rivista “Eudonna”