Costellazioni familiari e tecniche di consapevolezza corporea

In questo incontro partiamo dal corpo e dalle emozioni che in esso sono suggellate. La capacita’ di essere presenti con il proprio corpo, il proprio respiro e con il silenzio della mente, ci portano a trovare il nostro centro ed avere energia per poter , con le Costellazioni Familiari, svelare le dinamiche personali e familiari che ancora ci tengono legati a nodi e situazioni, a processi educativi ed a tramandi familiari che ci impediscono di essere liberi nel nostro percorso evolutivo. Ad ognuno dei presenti sara’ dedicato uno spazio adeguato ed avremo la tranquillita’ di confrontarci profondamente traendo così dagli altri componenti del gruppo scambi e insegnamenti, in un percorso comune di grande evoluzione personale e collettiva.
E’ consigliato un abbigliamento comodo e se possibile di portare con sè un tappetino da fitness.

E’ previsto un numero limitato di partecipanti per poter garantire ad ognuno lo spazio adeguato.

La prenotazione è obbligatoria :
Dr.ssa Rosa Brancatella , Tel. 3316870963 – Email :rosabrancatella@gmail.com

Sede dell’incontro: Studio Pandora, in via Appia Nuova 71, Roma ( zona San Giovanni – Re di Roma)

Fisica quantistica e spiritualità

Siamo in un momento storico di grande cambiamento. Molte nuove scoperte, in tutti i campi, della fisica alla biologia, l’epigenetica, le neuroscienze ,la psicologia e la medicina rendono necessaria una nuova visione del mondo.
Quello che fin’ora e’ stato,una immagine frammentata del mondo vivente, dove ogni branca forniva la sua parziale visione ,cerca un nuovo paradigma unificante le varie discipline. Il punto di partenza è la ricerca di quello che connette il mondo fisico col mondo vivente,il mondo vivente col sociale,il sociale alla cultura e ,in definitiva cosa connette l’Uomo all’Universo, dal momento che ogni uomo si pone queste domande di base: chi sono io, perche’ sono qui, cosa c’è dopo la mia vita finita.
Le scoperte della fisica quantistica ci portano a sostenere che alla base di tutto cio’ che esiste nell’Universo c’è una precisa Informazione: la Matrice(matrix) che origina tutte le particelle e tutti i sistemi.
Questo assunto implica un profondo cambiamento nella relazione uomo natura ,come pure una diverso dispiegarsi delle pratiche terapeutiche.
Posso accennare alla mia esperienza a testimonianza di una necessita’ di evoluzione ,oltre che personale ,del modo di concepire le pratiche terapeutiche. Comincio il mio percorso professionale come medico; formata nelle nostre Universita’ ,dove ,in una visione fortemente riduzionistica, la malattia è considerata una alterazione di un pezzo del corpo, su cui sara’ indirizzata la cura, in genere chimica o chirurgica, indipendentemente dal resto. La visione utopistica è che si cura quel pezzo malato, che sara’ riconsegnato sano al paziente, lo fa senza guardare e considerare la persona nella sua interezza e complessita’.Per allargare i miei orizzonti e cercare una unita’ ho intrapreso successivamente gli studi di psicologia, diventando psicoterapeuta, alla ricerca di una unita’ che ancora non trovavo.
Imbattermi nella Meditazione prima e poi nelle Costellazioni Familiari mi ha aperto una porta e mi ha permesso di vedere tutto da un’altra dimensione. Nella meditazione l esperienza di un sé Superiore, oltre il proprio io e oltre il cervello pensante con cui ci identifichiamo…con le Costellazioni l’esperienza della possibilita’ di vivere l’informazione del campo e avere un’altra concezione del tempo:il presente,passato e futuro non come entita’ lineari, ma nel campo morfogenetico delle Costellazioni è possibile entrare in contatto con il presente passato e futuro,quando un’azione fatta ora, riguardante il passato di una persona ,di un sistema familiare, puo’ influenzare il futuro dell’individuo e del sistema secondo meccanismi legati al campo, che la fisica quantistica ci puo’ spiegare .
Il cambiamento di paradigma che sta avvenendo è dunque sostanziale e comincia dalla concezione della materia che, considerata fin’ora il fondamento della nostra struttura conoscitiva, deve lasciare il posto a quello che i fisici del CERN di Ginevra chiamano la Nuova Sostanza Primordiale,base della formazione dell’Universo,che non è la materia,ma l’Informazione.
Un campo cosidetto di Coscienza Universale, interamente intelligente, un “ Campo Energetico Unificato” ,cosi’ viene definito dalla fisica oggi e che 5000 anni fa i mistici chiamavano col nome di AKasha.
La fisica Quantistica si incontra quindi con il misticismo orientale e le scritture sacre possono essere comprese a fondo da quando si è addentrata nei meandri del mondo subatomico nell’invisibile, dove ha verificato che spazio e tempo perdevano di significato.
Il misticismo orientale ha percorso questa strada partendo dall’invisibile, mentre la scienza occidentale è partita dal mondo materiale o visibile e si è incontrata con l’oriente sul piano del sottile.
Nel 1975 Fritjoy Capra , fisico e teorico dei sistemi ,ha pubblicato il” TAO della fisica”,ristampato e letto in tutto il mondo ancora oggi.
Capra dimostra le straordinarie analogie tra quanto predicato nelle filosofie orientali e quanto veniva scoperto dalla fisica quantistica, sottolineando che mistica e scienza ,in epoche diverse e in culture diverse sono arrivate a conclusioni simili.
Si è cominciato da allora a cercare un anello di congiunzione tra la spiritualita’ e la scienza, cosa che in passato costituiva la norma, ma difficile se non impossibile ai tempi attuali.
SE vediamo quale è stata la storia della nostra tradizione culturale, rispetto alla concezione cosmogonica dell’Universo e quindi dell’Uomo in esso, ci rendiamo conto che in un lontano passato, non esisteva questa scissione tra le discipline e che i matematici erano anche filosofi, medici, letterati.
Nella nostra tradizione non c’era divisione e non c’era divisione nella percezione del mondo e dell’ Universo.
Il Tutt’uno, l’idea di un principio fondamentale alla base della visione cosmogonica del pensiero occidentale era alla base dello studio della natura e dei suoi fenomeni.
Ricordiamo per esempio l’antica scuola Ionica,che raggruppava i primi filosofi greci nelle colonie ioniche dell’Asia Minore.
La scuola di Mileto con Talete,Anassimandro e Anassimene è considerata la prima tradizione continuativa di pensiero e da essa si fa iniziare la storia della Filosofia in Occidente.(VI sec.a.C.)
Per la prima volta nella storia del pensiero occidentale si conduceva una indagine che non fosse di tipo teogonico o cosmogonico , ma su metodi razionali e laici, sul principio originario che presiede alla genesi e alla realta’ di tutto cio’ che è, l’ ARCHE’,definito anche APEIRON, l’infinito, l’illimitato.
Dall’ARCHE’ deriva ogni singola realta’ e in esso si dissolve alla fine di ogni ciclo cosmico.
Mi piace ricordare Pitagora(in nome anche della Nuova Scuola Pitagorica che abbiamo rifondato a Crotone),che individua nella matematica e nei numeri il filo conduttore della realta’,non come rappresentazione ma come realta’ essi stessi, il numero quindi come principio fondamentale e unificante della natura.
E come non ricordare Aristotele che identificava nel Primo Motore Immobile la fonte originaria, causa prima e non indagabile del moto degli astri e della materia, causa prima del divenire dell’Universo, causa originaria del moto di tutti i pianeti e i viventi, ma immobile essa stessa.
Anche Tolomeo, seppure ancora presentava una visione geocentica, con la terra al centro dell’Universo, parlava di una forza vitale interna a ciascun pianeta.
Mentre questo succedeva alle nostre latitudini in oriente con le religioni orientali,il buddismo(Theavada, Tibetano, Mahayana),le religioni cinesi(Confucianesimo e Taoismo) e l’Induismo e il Sikismo, si arriva alla esperienza dell’assoluto ma con un approccio intuitivo_meditativo e cosmico,con un carattere sapienziale mistico e non logico sistematico come invece avvenne nelle nostre scuole filosofiche.

Il cambiamento della visione del mondo alle nostre latitudini lo possiamo collocare nel XV secolo, dalla scoperta dell’America in poi quando, insieme alla invenzione della stampa e alla conseguente diffusione di cultura e informazione inizia quella che fu chiamata la Rivoluzione scientifica, tecnologia e industriale.
Non è questa la sede per parlare dei grandi cambiamenti scientifici, sociali e culturali che questa ha portato. Dal punto di vista della concezione del mondo e delle scienze in particolare, cambia il rapporto con i fenomeni naturali cui non viene piu’ applicata una visione dogmatica, ma cominciano ad essere indagati secondo una visione che sara’ il futuro della interpretazione scientifica.
Saranno punti di riferimento l’osservazione, la sperimentazione e la verificabilita’,in contrasto con i principi aristotelici che nella comprensione dei fenomeni davano importanza ai principi e ai ragionamenti logici, o in contrasto con la religione che interpretava i fenomeni naturali con una visione fideistica.
L’incontro tra la spiritualita’ orientale o quella dei Greci e la scienza è stata dunque naturale e forse inevitabile.
Non cosi’ alle nostre latitudini dove la nostra spiritualità nei secoli si è canalizzata nei dogmi delle tre religioni monoteiste, l’ebraismo, il cristianesimo, l’islamismo, tre religioni che nei secoli si sono spesso opposte alla scienza e a loro volta gli scienziati non si sono considerati amici delle religioni. Con la fisica quantistica è arrivato il momento in cui le due facce della stessa medaglia possono incontrarsi e confrontarsi con il percorso, questa volta occidentale..
Dalla Grecia ai giorni nostri, il cambiamento della concezione del mondo inizia come data simbolica nel 1543,quando un astronomo polacco, Niccolo’ Copernico, nel suo libro ”De revoluzionibus orbium celestium” propone una spiegazione dell’universo con una teoria eliocentrica.
Il Sole occupa un posto centrale, mentre i pianeti, Terra compresa, sono in moto intorno ad esso.
Cambia quindi anche la concezione dell’Uomo e il finalismo antropocentrico che lo aveva visto al centro della natura lascia il posto ad una visione dell’Uomo come parte del sistema.
Keplero rafforzo’ questa teoria .
Il contributo decisivo alla costruzione di una nuova cosmologia fu dato da Galileo Galilei, il primo moderno scienziato.
Costrui’ il primo cannocchiale e puntandolo verso il cielo confermo’ la teoria di Copernico.
Mise a punto il metodo sperimentale, base della successiva e ancora attuale ricerca scientifica che vede varie fasi, dalla ipotesi matematica alla successiva osservazione e poi sperimentazione.
Con l’inglese Francis Bacon il metodo di indagine sui fenomeni naturali si allargo’ con l’introduzione di un metodo ipotetico deduttivo che è il metodo ancora utilizzato nella nostra ricerca che prevede una osservazione sistematica dei dati, la formulazione di ipotesi e la verifica sperimentale.
Non si puo’ diementicare un altro padre del meccanicismo,Isacco Newton,il quale postulo’ a possibilita’ di separare e isolare i singoli effetti di ciascun fattore causale in un sistema e di poterne calcolare i singoli effetti.
Il calcolo infinitesimale ha permesso di quantificare con grande successo la variazione di ogni singolo parametro in un sistema complesso,rafforzando la teoria che ogni singolo oggetto è separato dagli altri e negando le reciproche influenze che oggi sappiamo esserci in una dimensione che guarda alla complessita’.L’universo come aggregato meccanico che puo’ essere studiato con equazioni che descrivono i fenomeni naturali.

Cartesio individuo’ nella matematica il fondamento metodologico della natura: scompone i fenomeni in varie parti disponendoli in ordine logico(assi cartesiani)riducendo i fenomeni complessi a elementi semplici analizzabili quindi con valori matematici. Risulta essere il padre del riduzionismo scientifico il cui principale assioma è che è possibile studiare la realta’ senza porsi in relazione con essa.
Nasce da qui la concezione della separatezza dell’uomo dalla realta’ circostante, dalla natura e dagli altri esseri.
Una ulteriore divisione avviene con Cartesio con l’enunciato teorico che divide la Res cogitans ,il pensiero e la dimensione spirituale dell’Uomo dalla Res Extensa, la materia che secondo Cartesio puo’ essere studiata e osservata separatamente dal mondo dello spirito.
Si articola qui una frattura tra materia e spirito che sara’ presente nella nostra cultura a venire e che nutrira’ la nostra concezione dualistica e in qualche modo scissa del mondo.

Dunque la nostra concezione della realta’ comincia a cambiare .
Come dice De Marchi, noto fisico, la materia ,fondamento della visione meccanicistica della realta’ che si credeva “solida, densa, compatta e intangibile, perdendo la sua consistenza materiale si trasforma sempre di piu’ in pensiero”…
La fisica quantistica sta dimostrando che quel mondo naturale che si credeva cosi’ materialmente reale sta svanendo nella irrealta’ della sua inconsistenza fisica. Se inoltre teniamo presente il ruolo dell’osservatore nello svolgersi della realta’ e nel condizionare lo stato della materia ; l’entanglement, il fenomeno per cui due particelle che si sono trovate a interagire ,se poi vengono separate ,rimangono legate(entangled) per cui anche a grandissima distanza l’una dall’altra ripetono il movimento che una o l’ altra compie; Il fatto che la materia si puo’ manifestare come particella ma puo’ essere onda, tutto ci porta a guardare il mondo, l’universo, l’uomo e la sua mente, la sua anima in un modo nuovo.
La scienza ci indica la strada per cercare la strada della nostra spiritualita’.
Per fare questo sara’ sicuramente necessario superare il dogmatismo della nostra secolare impostazione religiosa, dal momento che alle nostre latitudini la nostra spiritualità nei secoli si è canalizzata nei dogmi delle tre religioni monoteiste, l’ebraismo, il cristianesimo, l’islamismo, tre religioni che nei secoli si sono spesso opposte alla scienza e a loro volta gli scienziati non si sono considerati amici delle religioni.
Il rapporto tra fisica e religione è sempre stato un rapporto complesso, e a tratti conflittuale,culminato con una recente dichiarazione di separazione attuata nel 1981 dalla National Academy of Science USA che ha asserito che “Religione e Scienza sono due dimensioni del pensiero umano distinte e reciprocamente esclusive”, delineando a mio parere una ennesima competizione tra dogmi e non per una reale incompatibilita’ delle due ricerche umane.
Questa integrazione non puo’ che essere un movimento fecondo per l’umanita’ intera .
Se pensiamo che Oriente e Occidente sono per la terra e per il suo mentale l’equivalente del lobo dx e sinistro per l’uomo.
Mistico ,devozionale, contemplativo, spirituale l’oriente, logico razionale, analitico scientifico l’altro. Come per i nostri due lobi cerebrali ,le due polarita’ del pianeta,oriente e occidente hanno una funzione congiunta, equilibratrice e indissolubile.
Con la fisica quantistica è arrivato il momento in cui le due facce della stessa medaglia possono incontrarsi e confrontarsi con il percorso, sia del misticismo orientale,che della concretezza occidentale.

Pitagora e le donne: la conciliazione tra maschile e femminile

Ci ispiriamo a Pitagora che nel V sec ebbe una visione rivoluzionaria per il momento storico: pensare che l’uomo e la donna ,che in quel momento non vivevano situazioni di parita’ dovessero trovare una via comune per avere l armonia.
Per questo grande obiettivo il presupposto essenziale è che le donne e gli uomini abbiano pari dignita’,come Pitagora affermava.
In questo omento storico questo non sembra ancora realizzato
Ho lavorato molto con le donne come medico ginecologa ,in Ospedale dirigendo un Servizio per Malattie trasmesse sessualmente e come Psicoterapeuta.
Ho incontrato donne di tutte le categorie sociali e culturali,dalle signori borghesi del quartiere Parioli vicino a cui si trova il mio Ospedale,alle ragazze vittime di tratta accompagnate dai servizi sociali che le portavano dalla strada al mio ambulatorio, alle studentesse dei licei classici e scientifici del centro di Roma, alle studentesse delle periferie romane delle scuole professionali, alle donne mamme della media borghesia e della classe impiegatizia, alle donne del reparto femminile di Regina Coeli…donne diversissime quindi ma che avevano tutte un qualcosa in comune: tranne rarissime eccezioni, nessuna si sentiva padrona e realmente artefice di se stessa..e questa alienazione da sè emergeva per esempio dalla ragazza che nei rapporti sessuali non osava proporre la protezione al suo compagno, pur volendola, per non essere giudicata una poco di buono, alle madri che negavano la sessualita’ delle figlie lasciandole sole in momenti cruciali, alle donne in coppia con una persona sieropositiva da HIV che rifiuta di proteggersi in nome di un senso di sacrificio e di immolazione per il suo partener che la porta fino al sacrificio di se e della sua salute e cosi via…
Le donne dunque espropriate del proprio corpo e si se’ stesse,in una persistenza inconscia e antistorica di un diritto di proprieta’ su di esse che riconosce memorie storiche probabilmente ancora presenti e attive.
Sono andata cosi’ sulle tracce di queste memorie inconsapevoli e mi sono resa conto che queste hanno ancora un peso importante nella storia femminile, se come è vero le donne non hanno ancora conquistato la consapevolezza profonda del proprio potere personale, della propria energia rivoluzionaria e creativa, se è ancora vero che il grande potere creativo femminile è stato accantonato in secoli di buio, dove l’espressione di se’ e’ stata impossibile.
Parlo al passato per essere ottimista, ma ben sappiamo e il mio lavoro di Terapeuta e di Costellatrice familiare me lo conferma giornalmente, con un gradiente geografico che aumenta dal nord al sud,che l’oppressione femmilile e l’impedimento alla libera espressione dei suoi talenti e’ ancora lontano dal diventare una realta’ estinta.
Questo alle nostre latitudini.In altre è sotto gli occhi di tutti quello che le donne subiscono in termini di oppressione.
Nei secoli bui precedenti le donne sono state tenute lontano dalla cultura, elemento primario di emancipazione, e dalla loro realizzazione personale e professionale.
Del resto è di pochi decenni la nostra conquista dei diritti civili fondamentali femminili come il diritto di voto, la legge sul divorzio e sull’aborto, per non parlare del diritto di famiglia che ha riconosciuto il diritto alla potestà sui figli da pochi decenni, la fine della pratica odiosa di dover fare un matrimonio riparatore che costringeva la donna a sposare il suo stupatore (grazie al coraggio dei una donna siciliana,Franca Viola che rifiuto’ di sposare il suo stupatore che voleva sposarla a ogni costo).In seguito al suo rifiuto,ma anche all’aiuto del padre e del fidanzato ,che non hanno accettato la logica sottesa alla legge, l’articolo 544 del codice penale che prevedeva l’estinzione del reato laddove ci fosse un matrimonio riparatore.La ragazza rifiuto’ il matrimonio e la famiglia la sostenne passando per vari processi che si conclusero con la condanna del suo rapitore. Solo nel 1981 ,circa 15 anni dopo,l’art 544 fu abrogato e solo nel 1991 lo stupro fu annoverato tra i delitti contro la persona e non contro la morale.

Le donne cominciano dunque ora a appropriarsi della consapevolezza della loro grande energia ed è questa energia che fu riconosciuta da Pitagora che, ad onta di quello che succedeva allora in termini di riconoscimento della parita’ tra donne, ammise alla sua scuola le donne,rispettandone la dignita’ che egli riteneva superiore a quella dell’uomo per il loro superiore senso di giustizia, e comprese che l’armonia era possibile con la conciliazione degli opposti e in questa accezione,la conciliazione del maschile e del femminile.

Un richiamo all’unita’ del maschile e del femminile alla cui totalita’ tutti ci identifichiamo e che anticipa di molti secoli cio’ che affermera’ Jung nella visione dell’Animus e dell’Anima, archetipi del maschile e del femminile presenti in ognuno di noi e che vanno riconosciuti, accolti ed espressi per permettere la propria realizzazione interiore.
Il rapporto tra uomini e donne secondo Jung è un rapporto proiettivo, le persone vedono nell’altro la propria componente inconscia dell’altro sesso , ossia l’Animus che è la componente maschile delle donne e l’Anima che è la componente femminile degli uomini. L’attrazione che provano è verso quella parte inconscia e quindi velata di se stessi, che l’altro rappresenta. Occorre conoscere bene, secondo Jung, questo archetipo, questo lato della nostra psiche,e solo cosi’ è possibile interagire in modo armonico con l’altro avendo una ricca relazione e un rapporto gratificante.
Nella psiche umana secondo Jung c’ è un naturale ripetersi di parti in opposizione tra di loro: quello che egli chiama l’ombra, è la nostra parte non riconosciuta,la parte di noi che non vogliamo vedere, ma che comunque ci appartiene e che proiettiamo sempre sull’altro.
La partenza quindi è da noi stessi, non possiamo riconoscere e accettare il femminile o il maschile esterno a noi se non abbiamo prima riconosciuto e accettato le nostre parti interne
(e questo è uno dei compiti filosofici del Tiaso Pitagorico con esperienze significative di confronto tra uomini e donne che si sono avviate a Roma..)
Se il mito dell’androgino è cosi’ potente e sentiamo dentro di noi forte l’archetipo e il bisogno della ricongiunzione, dobbiamo chiederci come mai la storia ha portato il maschile e il femminile per strade cosi’ diverse, determinando una separazione che ha portato grandi danni al genere umano, che ha visto e ancora vede alle nostre latitudini e molto chiaramente in altri paesi piu’ oltranzisti il prevalere di una delle due parti dell’umanita’,quella maschile, che, mentre impediva la libera espressione del femminile, ha pagato il suo predominio in termini di grande solitudine, di mancanza di una vera compagna di vita, di allontanamento dal ricongiungimento con la sua parte mancante..
La storia qualcosa ci piu’ spiegare..
Ma quale storia?
Se siamo d’accordo con l’affermazione di Gibbon, grande storico inglese studioso dell’impero Romano che affermava che “la storia è poco piu’ di una registrazione di delitti, follie, e sventure dell’umanita’,forse non ne potremo cavare nulla.
Ci viene incontro la biologia che ci dice che, secondo le recenti ricerche di alcune ricercatrici Americane, Laura Cousin Klein e Shelly Taylor, che hanno studiato le reazioni allo stress da parte di uomini e donne. Esiste una sostanziale differenza biologica di reazione e quindi di comportamento tra uomini e donne. La ricerca smentisce gli assiomi precedenti che affermavano che ci fosse una risposta univoca maschile e femminile a un evento stressante e che era stato identificato nello schema”o combatti o fuggi”
In realta’ questo meccanismo di risposta agli stimoli stressogeni appartiene al genere maschile .
Sotto stress i maschi producono Testosterone che spinge al combattimento o alla fuga, mentre nelle donne la reazione è mediata da un altro ormone l’ossitocina,l’ormone che viene prodotto al momento del parto e che avvia il meccanismo delle contrazioni uterine che ha invece un effetto rilassante! La reazioni allo stress delle donne, secondo queste autrici determina comportamenti importanti di tutela e non di attacco, secondo uno schema ancestrale che esse definiscono ”prenditi cura e mostrati amica, in altri termini in un momento di pericolo prenditi cura dei bambini e collabora con le altre donne. La collaborazione quindi come elemento sostanziale per l’assetto femminile e questo ci spiega il bisogno innato delle donne e che quindi ha un substrato di tipo biologico,di reti amicali femminili, ci da una base importante a quello che la NS Pitagorica afferma,da taluni definita una utopia,cioe’ che il mondo governato dalle donne avrebbe una impronta pacifica e non violenta come quello attuale.
Sappiamo che questa utopia si è talvolta realizzata e ci sono parti del mondo in cui ancora è presente.. nella storia abbiamo avuto momenti in cui questa capacita’ femminile si è affermata ,costruendo società pacifiche e bene organizzate, dove la guerra era assente e dove ha regnato l’armonia.Parliamo di epoche remote che sono state indagate da molte studiose archeologhe e antropologhe. Prima fra tutte è d’obbligo citare Maria Gibutas, archeologa lituana che ha insegnato all’Universita’ Havard di Boston, la quale ha suffragato ,dall’esame di migliaia di reperti archeologici nel bacino del Mediterraneo l’ipotesi della presenza alle nostre latitudini in tempi remoti,7000 aC, di una civilta’ avanzata, pacifica ed evoluta, in cui non esisteva un potere gerarchico, ma un potere condiviso.
Era il tempo delle societa’ gilaniche ,della Dea Madre,dove uomini e donna avevano una assoluta parita’ di diritti
Era il tempo delle societa’ gilaniche da gu-donna,aner uomo e la l conme elemento di legametra i due e dove uomini e donne vivvevano in una parita’ assoluta.Tutte le statuette di Dea ritrovate dalla Gimbutas attestano che all’inizio era venerata la DEA Madre e di conseguenza la struttura sociale non prevedeva l’uso della forza fisica come strumento organizzativo,difensivo e offensivo.In questi popoli c era un’arte raffinata e sofisticata,gli individui erano in costante armonia con la natura e si professava il culto per la vita,quindi gli strumenti di morte non erano contemplati ne’ ammessi.In queste antiche societa’ pacifiche di tutta l’area mediterranea tutti i fenomeni naturali cosi’ come tutti i fenomeni appartenenti alla sfera della generazione ed della fertilita’ sono stati assegnati di diritto al dominio femminile.
La dea matriarcale pre indoeuropea racchiudeva la conoscenza di tutte le forme viventi e di tutti i meccanismi stessi della vita. Esercitava la propria autorita’ sul mondo della natura e attraverso questa podesta’ era curatrice maga. Il sacro apparteneva al femminile e le donne matriarcali erano esse stesse donne e sacerdotesse, portatrici della vita e mediatrici tra il mondo terreno e il mondo sovrannaturale.
Sono sempre appartenute anche al mondo terreno ,tanto che fin dai primordi della storia alle donne è appartenuto l’ambito della cura, le cui competenze hanno sempre costituito una sorta di fortezza sapienziale, tramandata poi nei secoli come una sorta di enclave della liberta’ di espressione femminile(vedremo che nei secoli bui questa liberta’ sapienziale sara’ tolta alle donne,..)
Le donne hanno avuto contatto col sacro ma contemporaneamente con la concretezza della realta’:hanno sempre avuto il naturale compito di gestire e manipolare le materie prime, dalla raccolta delle erbe, alla collaborazione alla caccia nei primordi dove le era affidato il compito i dissezionare e conservare le carni, alla conservazione del cibo. La sussistenza materiale è stata sempre un compito femminile. Nelle societa’ primitive le donne univano il naturale legame con la terra e ai suoi prodotti a una sacralita’ anch’essa naturale e insita nel suo stesso corpo, dispensatrice di vita, accompagnatrice di riti funebri, presente nei sacri riti di trasformazione ,simbolo essa stessa del mutare ciclico della vita.
Furono queste societa’ della condivisione,dal momento che il governo femminile, come la biologia ci aiuta a comprendere, si basa su un modello di scambio e di dono ,non gerarchico e accentratore.
Vedremo meglio come sono organizzate le societa’ matriarcali o matrilineari o gilaniche (gu,donna e aner ,uomo)
Sappiamo che nel bacino Mediterraneo queste societa’ furono soppiantate alla soglia dell’eta’ del bronzo(3500-1200 aC)dall’arrivo dei popoli guerrieri Kurgas,provenienti dal sud del Volga,che conoscevano l’uso delle armi e avevano addomesticato i cavalli e basavano la loro organizzazione sociale su un modello fortemente gerarchico e non pacifico.
Le societa’ pacifiche furono invase e a poco a poco soppiantate da modelli gerarchici, la donna non solo perse la centralita’ che aveva nelle societa’ gilaniche,ma fu trasformata in schiava sessuale e proprieta’ del maschio guerriero, perdendo per sempre il suo ruolo sacro, spinta ai margini sociali in un asservimento che è durato secoli e la cui memoria inconscia è ancora presente nelle memorie cellulari delle donne.
Si apri’ dopo questa una fase che avrebbe visto l’espletarsi successivo delle culture classiche il cui apporto fu fondamentale per costruire le basi teoriche di quella differenza di genere su cui si sarebbe sviluppata tutta la successiva speculazione filosofica dell’Occidente moderno,e quindi una buona parte del destino delle donne..e degli uomini.
In quel momento irruppero nelle religioni gli dei patriarcali che soppiantarono quasi completamente la dea madre ,il cui culto resistera’ piu’ a lungo, insieme alle societa’ gilaniche ,in luoghi piu’ isolati e meno esposti alle invasioni come Malta, Santorini, Creta, Sardegna,dove tracce di queste societa’ si ritrovano fino al 1500 aC.
Nel nuovo pantheon le dee, non piu’ protagoniste ,ma divenute mogli, amanti o figlie dei nuovi dei, venivano in parte spogliate del potere della dea madre primordiale, ma mantenevano in vita pallidi riflessi della sua forza.
Fu in questa fase, secondo alcuni studiosi, che si preparo’ il terreno filosofico dell’estromissione del sapere femminile, che sarebbe stata in seguito approfondita con l’avvento del cristianesimo. Nei periodi in cui la visione del mondo comincia ad essere guidata dal dominio della ragione, come nel periodo classico, questo scalzava l’antica percezione intuitiva, sacra, mistica quasi magica dell’esistenza vicina alle donne.
Le donne persero dunque la loro sacralita’ e i loro saperi di cura ,di conoscenza sapienzale del mondo naturale, cominciarono ad essere ritenuti quasi occulti, esoterici, insinuando che queste conoscenze fossero uno strumento al servizio del sovvertimento dell’ordine naturale dell’Universo.
Fu l’inizio di un percorso che porto’ questa sapienza ad andare pian piano nella clandestinita’.Questo processo è stato eclatante nell’ambito della medicina e delle conoscenze erboristiche e fitoterapiche, dove il tramando di generazione in generazione fu elemento essenziale e il tramando era cosi’ antico e cosi’ remote le origini di quegli insegnamenti che essi venivano ricondotti al favore di antiche rivelazioni concesse all’inizio dei tempi da dee o semidee dedite alle arti magiche o divinatorie e che hanno contibuito al formarsi degli archetipi della donna guaritrice, la dea, la maga, la profetessa.
Ma figure troppo arcaiche e potenti e temibili al mondo maschile per un potere che sembrava oscuro, che trasformo pian piano la maga saggia ,la pitia o la sacerdotessa guaritrice nel prototipo della strega destinata poi ai roghi dell’Inquisizione.
E per andare avanti e soffermarci alla cultura greca,cultura vigente ai tempi di Pitagora,possiamo dire che la vena razionalistica insita in essa ha allargato la forbice tra sapienza essenzialmente empirica e intuitiva ,tipica della donna,e quella maschile orientata all’uso della logica e della sistematicita’,quindi la cultura femminile tramandata nella pratica e nella oralita’ è destinata a sopravvivere nella clandestinita’,quella maschile, votata alla ufficialita’ ,affidata alla scrittura e quindi consegnata alla storia.
Nell’immaginario greco riemergono figure femminili ancora legate all’antico archetipo della maga guaritrice e della sacerdotessa sciamana ,modelli che la nuova cultura non aveva del tutto soffocato ma che non era riuscita bene a comprendere,
Le piu’ emblematiche di queste figure sono Circe e Medea. Entrambe sono donne semidivine legate alla genealogia del sole, non piu’ sacerdotesse o guaritrici, ma gia’ spogliate del loro alone sacro, seppure dotate di competenza superiore, sono comunque nel rango di una sorta di fattucchiere. Ma esse fondano la loro magia sulla conoscenza delle erbe, che utilizzano per dominare e trasformare la realta’.Sono le uniche donne, grazie alla loro cultura e al loro sapere, non importa in quale modo si esprime, che hanno il lasciapassare per una autonomia personale e per una liberta’ sconosciuta nel mondo classico greco.

Consiglio a tutti la lettura di un libro: Chi ha cucinato l’ultima cena di Rosalind Miles,ovvero la storia femminile del mondo. Lei riscrive la storia da un punto di vista femminile, cioe’ comprendendo nella storia ,da cui è stata esclusa la presenza , i contributi fondamentali del femminile nella evoluzione della specie e nella evoluzione della storia.
Solo nella nostra epoca gli storici cominciano a analizzare le esperienze storiche degli uomini e delle donne separatamente, riconoscendo che in passato gli interessi delle donne si sono contrapposti a quelli degli uomini e le loro esigenze hanno incontrato l’ostilita’ degli uomini che non hanno esteso volontariamente alle donne quei diritti e quelle liberta’ che hanno rivendicato per loro stessi.
Cosi gli storici e gli antropologi cominciano a vedere il contributo sostanziale delle donne alla evoluzione della specie umana.
Alcuni interessanti studi della Universita’ di Berkley in California e di Oxford di ricerca genetica sulla struttura molecolare dell’eredità dei geni ci dicono che sono riusciti a isolare una impronta del DNA comune a tutta la razza umana, rimasta immutata per millenni nonostante le divergenze delle razze e dei popoli di tutto il mondo e ai popoli di tutto il mondo e che è incontrovertibilmente femminile.
L a ricerca punta a una unica donna come sorgente di geni per tutta la razza umana: viveva in Africa circa 300.000 anni fa e i suoi discendenti migrarono dall’Africa diffondendosi in tutto il globo e dando origine a tutti gli esseri viventi sparsi nel globo

Questo lavoro sta muovendo i suoi primi passi e ancora non sappiamo a cosa portera’,ma è pur vero che questi studi che parlano della madre come sorgente di geni contrasta con il mito cristiano della creazione che vede l’uomo come primo essere presente sulla terra.

Ancora si stanno raccogliendo evidenze archeologiche che il mito dei primi uomini del Pleistocene che vivevano di caccia e andavano in battute solitarie mentre le donne stavano nella caverna ad accudire i figli ,è smentito dalle evidenze della partecipazione attiva delle donne a tutte le forme di sopravvivenza della tribu’,compresa la caccia ,ritenuta di stretta pertinenza degli uomini,anzi ,come ci spiega un’altra ricercatrice inglese,Myra Shackley,le battute di caccia erano un momento fondato sulla stretta collaborazione e cooperazione di gruppo.
Si sta ora comprendendo l’importanza che hanno avuto per la razza umana e per il suo successivo evolversi le cure materne.
Rispetto agli altri primati l’accudimento del piccolo umano è molto piu’ prolungato prima che possa raggiungere una reale autosufficienza e percio’ le cure materne nella specie umana hanno avuto sempre una funzione molto importante, anche perche’ la autosufficienza del bambino non riguarda solo gli aspetti fisici del nutrimento, ma vengono iniziati a un sistema di attivita’ sociali e intellettuali ben piu’ complesso di qualsiasi altro primate. Questi stimoli complessi hanno certamente contribuito all’accrescersi di quello che oggi chiamiamo QI e certamente alla evoluzione e alla crescita del cervello umano, cosa che ci ha distaccato per sempre dagli altri primati.
Secondo uno studioso , Nigel Carder,alle donne di deve lo sviluppo della lateralita’ manuale destra, legato alla ancestrale abitudine delle donne di portare il bambino sul lato sinistro dove veniva confortato dal battito cardiaco materno.
Ma il passaggio cruciale per la razza umana avvenne sul corpo stesso della donna, quando ci fu il passaggio dall’estro dei primati al mestruo umano.
L’adattamento femminile fu quello che salvo’ la specie umana dall’estinzione e ne permise una evoluzione su tutte le specie.
Consideriamo per esempio che una primate, come la scimpanzè, gorilla e oranghi, va raramente in calore e riproducono un cucciolo ogni 5/6 anni per cui l’intera specie è a rischio di estinzione e sopravvive in piccoli gruppi. La femmina umana ha la possibilita’ di concepire 12 volte l’anno e ha quindi una fertilita’ 60 volte superiore a quella della femmina dei primati.
Furono dunque la mestruazioni femminile e quindi l’adattamento del corpo della donna che permisero alla specie umana non solo di non estinguersi ma di divenire, tra i primati, la specie prevalente sul pianeta terra.
Alcune ricercatori inglesi(Penelope Shuttle e Peter Rodgrave),hanno studiato il fenomeno del cambiamento umano legato all’adattamento del corpo della donna al ciclo lunare e quindi alle mestruazioni e sostengono che in seguito a cio’ sono state le donna per prime nel genere umano a fare collegamenti e pensare in modo simbolico ed infine sviluppare la capacita’ di elaborare concetti astratti.
La storia è stata finora “ per soli uomini” anche perchè finora dagli uomini è stata scritta. E’ necessario riscrivere per l’autrice una storia al femminile anche per chiarire uno dei piu’ sconcertanti interrogativi: come si è verificata la subordinazione secolare delle donne? Per secoli uomini e donne hanno dato per scontato che i due sessi agissero in sfere “separate ”per un dato biologico al tempo stesso naturale o stabilito dalla divinita’…Questa apharteid sociale ,con le conseguenze giuridiche, religiose, sociali e culturali su ruolo secondario della donna ,servirono a custodire religiosamente l’inferiorita’ femminile, sacrificando la femminilita’ e lodando le donne obbedienti.
La nascita della coppia monogamica che ,se per alcuni è legata all’insorgere della fedelta’ della femmina che comincia a scegliere uomini di cosidetto basso rango che pero’ le assicuravano continuita’,lasciando perdere gli uomini di alto rango che non le davano questa assicurazione, e riducendo cosi’ la competitivita’ tra maschi…per altri invece la monogamia è legata al bisogno del maschio, al momento della nascita della proprieta’ privata ,di far ereditare la sua proprieta’ ai suoi figli biologici. La reale possibilita’ che questo accadesse fu il controllo della sessualita’ femminile. Il controllo è stato serrato e feroce ha intessuto su esso valori etici e culturali di cui, paradossalmente le donne si sono fatte guardiane, contribuendo esse stesse ,con i valori dell’onore,del perbenismo e quant’altro, alla loro prigionia.
Ma ci sono altre possibilita’ di organizzazione sociale se non la coppia come fin ora abbiamo vissuto?
Bisogna per questo tornare alle nostre societa’ matriarcali per comprendere altre possibilita’ e comprendere meglio, dal confronto, la nostra organizzazione sociale.
Ci sono grandi studi attuali sulle societa’ Matriarcali soprattutto ad opera di studiose tedesche. Cito in particolare “le Societa’ Matriarcali” di Heide Goettner Abendrothche nei suoi studi decennali è andata a incontrare le numerosissime societa’ matriarcali ancora presenti in tante parti del mondo e ne riporta fedelmente l’organizzazione sociale, politica, religiosa. Partendo dalle antichissime societa’ matriarcali di cui abbiamo parlato nelle nostre regioni e che sono state spazzate via da una successiva organizzazione patriarcale, questa studiosa è andata sulle tracce delle civilta’ matriarcali presenti nel mondo e ne ha trovate in molti paesi: Asia Orientale, Indonesia, Oceania, India sud orientale(Popolo Khosi,) Nepal, Tibet, Montagne della Cina, Corea, Isole del Giappone,Indonesia,Melanesia,Oceania,Sud America,America Centrale,Nord America India del Sud,Africa Centrale,Nord e Centro.

Tra tutte le societa’ matriarcali descritte ,mi soffermerò ad esaminarne una in particolare,per poter meglio comprendere la struttura di questa organizzazione sociale che in qualche modo è abbastanza simile nei vari paesi. Parliamo del popolo Moso che vive nella Cina Sud occidentale.
Vivono in due regioni ,un primo gruppo di 30.000 e il secondo gruppo di 10.000 in paesaggi montani vicino al lago Lugu a 2700 sul livello del mare,ai confini col Tibet.
Questa popolazione vive in complessi molto belli interamente costruiti con tronchi d’albero.I Moso del lago vivono di pesca e quelli che abitano nella valle di agricoltura. La maggior parte delle famiglie di questa popolazione è organizzata secondo uno schema matriarcale classico: c’è una organizzazione matrilineare, organizzati cioe’ secondo la linea materna.I figli e le figlie vivono nella casa della madere, la loro residenza è matrilocale. La donna piu’ capace viene eletta Capo del clan, o matriarca, col titolo di Dabu.
Spettta a lei il compito di organizzare il lavoro agricolo e alla distribuzione del cibo, gestisce le proprieta’ comuni del clan che riceve in eredita’ sia sotto forma di beni materiali che di denaro e si occupa delle spese. Si prende cura degli ospiti ed è la sacerdotessa della casa nelle cerimonie di famiglia. Non gode di privilegi speciali per non contravvenire al principio di uguaglianza che è alla base di queste societa’; lavora duramente come gli altri membri della famiglia e discute col loro delle questioni importanti.
Non puo’ prendere decisioni unilaterali riguardo ai beni della comunita’e fa da giudice nei conflitti tra clan.
Alla richiesta delle ricercatrici di chi era la donna che veniva eletta come dabu,la risposta è stata che votano per la persona che si sa prendere piu’ cura degli altri.La matriarca viene scelta tra le sorelle del clan che hannno una eta’ tra i 40 e i 65 anni.
IL clan matrilineare composto da 20 e piu’ persone vive tutto nella famiglia della madre:la casa è una grande struttura in legno ,da una parte ospita le stalle e dall’altra parte le stanze singole delle ragazze ,dove ognuna puo’ ricevere il suo innamorato,il suo azhu.Gli azhu possono accedere alla casa del clan solo in qualita’ di visitatori notturni,non vivono li ma alla casa della loro madre, dove gli uomini hanno una stanza comune, l’uomo non ha bisogno di una sua stanza perche’ di notte va nella casa della sua innamorata.Si pratica quello che viene chiamato il matrimonio di visita, tipico delle societa’ ,matriarcali…quindi i giovani possono dare vita liberamente a relazioni amorose ,non esiste il termine sposo o sposa. Gli adulti non interferiscono con le decisioni dei giovani i quali si scelgono per un periodo breve o lungo, nel corso della vita tutti hanno piu’ di una relazione azhu, che si possono susseguire una all’altra: l’unione avviene attraverso un semplice scambio di doni in occasione di un festeggiamento a una Dea. Rompere la relazione è altrettanto facile,la ragazza puo’ rifiutarsi di far entrare il suo azhu o l’uomo semplicemente non va piu’ da lei.
In queste relazioni non ci sono diritti e doveri;le donne restano nella casa della madre, mentre gli uomini vanno avanti e indietro dalla casa della propria madre a quella della del clan della sua innamorata: ogni mattina si vedono frotte di uomini che tornano al loro clan materno. I bambini vivono sempre con la madre, la responsabili’ del mutuo aiuto spetta ai membri di uno stesso clan e non alle persone legate da matrimonio.
Il fratello della madre è il parente maschio piu’ vicino ai suoi figli e ne è responsabile..
A ricordo della antica e alle nostre latitudini ormai persa, la sacralita’ femminile viene qui ancora amministrata e celebrata .Al centro della casa infatti campeggia un grande camino in pietra dove vengono venerati gli antenati e le antenate e dove vengono celebrati riti e offerte agli antenati. Anche gli uomini hanno nella casa un luogo dove esplicare riti sacrie celebrazioni. Le donne anziane ,come i bambini sono in questa societa’ molto rispettati.

23 giugno 2017 – Tiaso Pitagorico a Roma

Riproponiamo a Roma un nuovo Tiaso, luogo libero di incontro di donne e di uomini, per portare avanti insieme un percorso di armonizzazione tra il femminile e il maschile,base fondamentale per l’armonia e la pace secondo Pitagora. Le energie femminili sono state per lungo periodo spente e occultate, in ruoli sociali che vediamo si stanno pian piano smantellando, almeno nelle nostre latitudini.L’energia maschile, forte e propositiva, non controbilanciata da quella femminile,accogliente e creatrice, si è espressa spesso con disarmonia ,violenza ,portando il mondo verso quello che è sotto i nostri occhi. Indispensabile in questo momento,per un riequilibrio di ciascuno di noi ,che si trasformerà in una armonia esterna di pace,di rispetto e di amore, che ognuno dia il suo contributo al cambiamento.
Il Tiaso si propone come luogo di pensiero ,di consapevolezza e di scambio tra uomini e donne,per portare avanti un rivoluzionario progetto di cambiamento che inizia da ciascuno di noi.
Siete tutti invitati a partecipare liberamente ma per motivi logistici annunciarsi al 331 6870963 o all’indirizzo email rosabrancatella@gmail.com.

Alla fine della serata mangeremo il bue di pane ,simbolo pitagorico della non violenza e della sostituzione del sacrificio di una creatura vivente col pane,simbolo dell’abbondanza della terra e di pace.

Portare cibo vegetariano per celebrare,dopo il Tiaso, un Sissizio,il Convivio di origine italica,luogo di scambio e di condivisione del cibo,di amicizia e di pace.

Vi aspettiamo con gioia presso:

Studio Pandora via Appia Nuova 71, interno 6 (Metro San Giovanni) .

Presentazione Corso “Detox: corpo, cuore e mente”

L’incontro ha come obiettivo quello di presentare il Corso “Detox: corpo, cuore e mente” che sarà condotto dalla Dott.ssa Maria Teresa Maresca e dalla Dr.ssa Rosa Brancatella che si terrà a Roma presso lo Studio Pandora in Via Appia Nuova 71 con tre o quattro incontri.

L’ingresso alla serata di presentazione è gratuito. Posti limitati , è gradita la prenotazione:

rosabrancatella@gmail.com – 331.6870963 – 339.5745577

“L’uomo è un essere che esiste a vari livelli oltre a quello fisico: la medicina attraverso tanti studi riconosce il ruolo fondamentale delle condizioni psico-emotive tra le cause di qualunque patologia.

Uno stress prolungato, un dolore affettivo, un trauma emotivo, hanno ripercussioni sull’organismo; attraverso le ghiandole endocrine e il sistema nervoso, accadono tanti cambiamenti nel sangue, così come in seguito a una emozione.
Infatti si generano tossine che inquinano il sangue e interferiscono con la funzione del sistema di difesa del corpo, è quindi semplice dedurre che anche una modifica fisica, come può essere un cambio di alimentazione, può interferire con il sistema endocrino o nervoso, insomma con le funzioni dell’organismo.

I benefici mentali e spirituali del digiuno
Il digiuno, da quello più dolce a quello con acqua, porta un immenso beneficio ai pensieri, permette la trasformazione delle emozioni negative e la pulizia dai pensieri “oscuri “. Anche la mente è un meccanismo che risente dello stato di purezza del sangue: è dimostrato che pesticidi, sostanze inquinanti e acidificanti, influenzano la nostra attività mentale e di conseguenza le nostre emozioni.
Una mente più leggera riesce a vedere la vita e le sue circostanze con leggerezza e maggiore fiducia.

Il digiuno fai da te
Se si decide di iniziare, basta fermarsi un giorno a settimana, assumere anche solo frutta e verdura fresca di stagione e biologiche, restare tranquilli a casa, dedicarsi a brevi passeggiate. Già in questo modo si permette al corpo e agli emuntori di eliminare le sostanze pesanti accumulate. La mattina successiva si può fare una colazione leggera con te verde o una tisana e ancora qualche cereale o mandorle.
In questo modo si rientra dolcemente nella routine alimentare quotidiana.
Chi voglia fare un digiuno più profondo può bere succhi di frutta e verdura fresca per uno due o massimo tre giorni. Questa è una tappa successiva alla esperienza del digiuno di 24 ore. È preferibile sempre restare in ambiente protetto per permettere al corpo di “lavorare” al meglio.
La ripresa dei pasti deve essere altrettanto progressiva e quindi prima frutta, poi verdura fresca e semi oleosi e in terza giornata un cibo cotto, meglio un cereale tipo quinoa. Pane, pasta e caffè vanno ripresi il più tardi possibile, almeno tre giorni dopo la ripresa dell’alimentazione. Le proteine animali come il formaggio vanno assunte a regime ormai reintegrato.

Come affrontare il digiuno per chi mangia proteine
Per chi mangia carne e pesce, è preferibile prima evitare questo tipo di proteine e dopo qualche giorno passare al crudo, magari per tre giorni. Poi il mese successivo per una giornata può assumere i succhi freschi.
La carne, il pesce e i formaggi sono infatti inquinanti e acidificanti e bisogna procedere a tappe, altrimenti si avverte mal di testa e spossatezza a causa della forte depurazione.
Chiunque intraprenda questa strada noterà i vantaggi che apporta questo tipo di depurazione e naturalmente sentirà poi la necessità di rifare l’esperienza.
Per digiuni più lunghi è necessario consultare un esperto. Evitare di procedere da soli almeno le prime volte può prevenire tanti inconvenienti e aiuta a trarre il massimo beneficio da questa meravigliosa pratica”

Articolo di Maria Teresa Maresca

 

21 maggio – Costellazioni familiari e tecniche di consapevolezza corporea

In questo incontro partiamo dal corpo e dalle emozioni che in esso sono suggellate. La capacita’ di essere presenti con il proprio corpo,il proprio respiro e con il silenzio della mente,ci portano a trovare il nostro centro e avere energia per poter ,con le Costellazioni Familiari ,svelare le dinamiche personali e familiari che ancora ci tengono legati a nodi e situazioni ,a processi educativi e a tramandi familiari che ci impediscono di essere liberi nel nostro percorso evolutivo. A ognuno sara’ dedicato uno spazio adeguato,avremo la tranquillita’ di potere confrontarci profondamente e trarre dagli altri componenti del gruppo scambi e insegnamenti,in un percorso comune di grande evoluzione personale e collettiva.
Abbigliamento comodo,tappetino fitness.Info e prenotazioni: piccoli gruppi per consentire a ciascuno il proprio spazio.
Necessario prenotarsi al 3316870963 o tramite email :rosabrancatella@gmail.com

L’incontro si terrà presso lo Studio Pandora, in via Appia Nuova 71, Roma ( zona San Giovanni – Re di Roma)

Il Tiaso Pitagorico

A Roma continuano gli incontri della Nuova Scuola Pitagorica con il Tiaso,luogo libero di incontro di donne e di uomini ,per portare avanti insieme un percorso di armonizzazione tra il femminile e il maschile,base fondamentale per l’armonia e la pace secondo Pitagora. Le energie femminili sono state per lungo periodo spente e occultate ,in ruoli sociali che vediamo si stanno pian piano smantellando,almeno nelle nostre latitudini.L’energia maschile,forte e propositiva,non controbilanciata da quella femminile,accogliente e creatrice,si è espressa spesso con disarmonia ,violenza ,portando il mondo verso quello che è sotto i nostri occhi.Indispensabile in questo momento,per un riequilibrio di ciascuno di noi ,che si trasformera’ in una armonia esterna di pace,di rispetto e di amore, che ognuno dia il suo contributo al cambiamento.
Il Tiaso si propone come luogo di pensiero ,di consapevolezza e di scambio tra uomini e donne,per portare avanti un rivoluzionario progetto di cambiamento che inizia da ciascuno di noi.
Siete tutti invitati a partecipare liberamente ma per motivi logistici annunciarsi al 331 6870963 o all’indirizzo email rosabrancatella@gmail.com.
Alla fine della serata mangeremo il bue di pane ,simbolo pitagorico della non violenza e della sostituzione del sacrificio di una creatura vivente col pane,simbolo dell’abbondanza della terra e di pace.
Portare cibo vegetariano per celebrare,dopo il Tiaso, un Sissizio,il Convivio di origine italica,luogo di scambio e di condivisione del cibo,di amicizia e di pace.

Vi aspettiamo con gioia.
Ore 19 Via Appia Nuova 71 int 6,Centro Pandora

“Fitoterapia e Psicologia. Un’interazione possibile”

Il Dott. Ciro Aurigemma ci illustrerà come la psiconaturopatia sia un possibile percorso d’integrazione tra psicologia, medicina, naturopatia e tecniche olistiche adattate al caso specifico.
La Dott.ssa Brancatella introdurrà  la fitoterapia a possibile integrazione di un approccio psicologico.

E’ gradita la prenotazione. Ingresso ad offerta libera.

Gruppo di Meditazione

Il silenzio quale strumento per liberare la mente dai pensieri,entrare in contatto con se stessi e il proprio Se superiore.Una tecnica antichissima,attualmente riscoperta per trovare la propria centratura e la calma interiore.

Il gruppo si riunisce ogni giovedì dalle 20.00 alle 21.00.

E’ gradita la prenotazione. Ingresso ad offerta libera.

Gruppo di Meditazione

Il silenzio quale strumento per liberare la mente dai pensieri,entrare in contatto con se stessi e il proprio Se superiore.Una tecnica antichissima,attualmente riscoperta per trovare la propria centratura e la calma interiore.

Il gruppo si riunisce ogni giovedì dalle 20.00 alle 21.00.

E’ gradita la prenotazione. Ingresso ad offerta libera.