Il Tiaso Pitagorico

 

Perche’ un Tiaso nel 2016?

Sappiamo che il Tiaso era un luogo di incontro delle donne della antica Grecia, nato all’inizio con scopi religiosi e poi con scopi educativi. Per la Nuova Scuola Pitagorica è un luogo importante di condivisione e di scambio tra  le donne e gli uomini, è il luogo dove sperimentare quello che per Pitagora era l’elemento fondamentale per accedere all’armonia, cioè il luogo dove conciliare gli opposti, il maschile e il femminile.

La storia ha visto fin’ora uno squilibrio tra il maschile e il femminile: la nostra organizzazione sociale si è basata su una struttura fortemente gerarchizzata, patriarcale, centrata  sulla competitività e sul conflitto tra i sessi.

I compiti di ognuno  sono stati sanciti da culture e tradizioni che hanno visto il capisaldo nella famiglia ,dove i ruoli sono stati fino a qualche decennio fa fortemente determinati  e intoccabili. Nelle nostre latitudini l’uomo aveva il contatto  con il mondo esterno e la donna il suo posto nell’ambito della famiglia.

Mentre nei secoli precedenti ,prima della società industriale ,le donne avevano il loro compito lavorativo ,a fianco del marito, nei campi o nelle imprese familiari, con la società industriale la donna è stata inizialmente sbalzata in un lavoro alienante, sottopagato e a volte umiliante. Presenti socialmente durante le due guerre mondiali, quando gli uomini erano al fronte, quando l’emergenza è finita sono state di nuovo relegate in ambiti domestici, mentre pian piano si è delineata  la figura della donna che non doveva avere attività lavorative, a casa mantenuta dal marito.

Compare una forte distinzione per cui il lavoro è prerogativa dell’uomo e alla donna spetta il compito delle pareti domestiche, madre e tuttofare casalinga, in un mondo limitato e  insoddisfacente.

I decenni del boom economico hanno visto le donne uscire  di nuovo nel mondo del lavoro quando inizia  a dissolversi uno dei principali motivi per cui l’emarginazione femminile si era tenuta saldamente in piedi: la mancanza di istruzione e di cultura..Le donne, fino allora svantaggiate e tenute lontano dall’istruzione e dalle professioni intellettuali, iniziano a culturalizzarsi e a esprimere la consapevolezza della propria condizione.

Movimenti femminili e femministi ottengono i diritti fondamentali ,dal diritto di voto al diritto alla cultura, al divorzio, all’aborto ,alla potestà sui figli.

Col procedere della cosi detta ’emancipazione” femminile, diventa difficile applicare i vecchi modelli sociali che vedevano lo schema   familiare basato sulla presenza casalinga delle donne.

Gli uomini non sempre riescono ad adeguarsi  ai nuovi assetti che vengono proposti  e a volte le donne si ritrovano a portare su di se il vecchio modello familiare che le vede al centro della gestione della famiglia,della casa, dell’educazione dei figli e dell’accudimento degli anziani, e contemporaneamente il ruolo di lavoratrice o di professionista, con carichi a volte insostenibili.

Si delineano quindi nuovi modelli a cui non sempre si è pronti.

La richiesta implicita di libertà delle donne crea disagio profondo negli uomini, che, nei casi estremi, reagiscono a questa perdita di potere e di controllo sulle proprie donne, con violenza a volte cieca, fino a fatti estremi di cui son piene le cronache.

Le donne a loro volta, spesso ignare del loro reale potere femminile, entrano in panni maschili sperando di guadagnare il posto sociale fino a ora negato.

Occorre quindi interrogarci su quali ancora oggi possono essere i modelli a cui possiamo fare riferimento e fare una profonda riflessione su cosa vuol dire oggi l’essere uomo e donna.

Secoli di oppressione hanno relegato le donne in un senso di se’ deficitario ,spinte a condividere con l’uomo un profondo senso di inferiorità rispetto al maschile ,con conseguente svalutazione di se’,con la certezza profonda e a volte inossidabile, di non essere capaci di fare alcune cose, visto il proprio genere di appartenenza.

Una grande riflessione va fatta sull’educazione che le donne, bambine, hanno ricevuto dalla propria madre, educate alla dipendenza e alla idea di non potercela fare da sole ,ma sempre bisognose di un uomo che faccia da intermediario con il mondo.

Un’altra importante riflessione è quale compagna o moglie ha vicino a se’ un uomo se la sua donna, che dovrebbe condividere con lui i fatti positivi e negativi della vita, nutre dentro se’ l’idea di non essere  in grado?

Forse la profonda solitudine dell’uomo può avere origine da questa disparita’ di concezione di se’ che fino a ora si è avuta?

Ci troviamo in un momento di svolta epocale ,in cui la grande crisi che ci attraversa, non solo economica, ma anche di valori di riferimento, porta con se’ germi benefici e positivi di grande rinnovamento.

Il mondo è pervaso dalla rinascita della energia femminile, che, tenuta in sordina per secoli, sta riemergendo con la sua grande dignità.

Secoli bui si stanno schiudendo a una nuova consapevolezza del femminile e quello che sembrava un racconto mitologico, che pure ha riscontri storici e archeologici, la Dea Madre di ancestrale memoria, oggi si riaffaccia nell’inconscio collettivo, non più tenuto alle briglie da una vetusta cultura patriarcale ,e reclama il ritorno della sacralità del femminile.

La sacralità del corpo stesso della donna, donatrice di vita, mediatrice dei cicli di rigenerazione, della vita e della morte…le donne nuove sacerdotesse  che sovrintendono al contato con la natura e le sue leggi dimenticate per stolti interessi egoistici e per interessi di bieco mercato, sacerdotesse con i piedi saldamente ancorati alla terra e il cuore e l’anima in forte contatto col cielo.

Gli uomini stanno in attesa che il ciclo si compia e che le donne riprendano il loro posto nel mondo, perchè cosi anche essi  troveranno il loro ..lo Yin e lo Yang, di cultura orientale ,o la conciliazione degli opposti del nostro Pitagora, ci parlano in questo momento di una nuova energia che concilia e scopre il vero maschile e il vero femminile..sta ad ognuno di noi attivarsi per un percorso di consapevolezza, in cui lasciare schemi e modelli che ci hanno ingabbiato e restituirci la vera essenza di noi stessi.

Questo è il percorso che nel Tiaso Pitagorico siamo invitati a delineare, un percorso in cui un rinnovato femminile e un rinnovato maschile finalmente si incontrano nella loro essenza e verità profonda, fuori dai ruoli, dagli obblighi ,dalle costrizioni.

Sara’ il luogo dove sperimentare l’incontro e la possibilità ,dove cercare  insieme percorsi di riflessione e di costruzione.

Le donne sono scese in piazza a  fianco degli uomini, tutti hanno bisogno di trovare la pace e se stessi.

Nel Tiaso avremo l’opportunità di dibattere questi e altri temi.

Vi invito a partecipare numerosi Sabato 17 dicembre 2016 alle ore 16,30, Viale Castrense 48/D, Roma

 

Chi vuole può portare cibo(vegetariano) in condivisione per il Sissizio (Convivio)che avverrà  dopo il rito del Bue di Pane, simbolo della non violenza pitagorica, dove il pane sostituisce l’offerta sacrificale dell’animale, creatura vivente..

La libertà di procreare

In occasione della Giornata  contro la violenza sulle donne vorrei invitare a una riflessione su un tema che ha ancora per le donne risvolti inquietanti: la liberta’ di procreare
Vorrei che su questo tema si aprisse un dibattito che faccia uscire queste tematiche dalle paludi del non detto.

 

marc-chagall-cantico-dei-cantici

Una mia paziente nata nelle Isole Mauritius e sposata con un italiano, mi ha dato questa lettera a cui voglio dare spazio e voce, accogliendo quello che lei ci dice invitandoci a  riflettere .Vi propongo, dopo la lettura a  volere aprire una discussione e mandare i vostri feed back e il vostro contributo di pensiero..

Ecco il testo:

E’ un po di tempo che vado da vari ginecologhe, dottori facendo una domanda:”Vorrei chiudere le mie tube. Non voglio più figli, ne ho già 3″
Ma tutte le volte la risposta è la stessa: “Questo non è previsto dal servizio sanitario nazionale. Lo devi fare privatamente.” Costi? Sicuramente troppo alti perché possa anche considerare l’ipotesi.
Vi domanderete perché vi sto raccontando questo?
Vedete io voglio scegliere di non procreare più senza rinunciare al diritto di fare l ‘amore senza plastica (preservativo), senza rame o altro materiale (spirale), senza ormoni (pillole), senza interruzioni.
Vorrei quasi diventare santa per poter chiedere di portare sul mio corpo la violenza che subiscono le donne palestinesi, sud africane, etiopi…. che venivano/vengono sterilizzate forzatamente, di tutte quelle donne che urlano di dolore perché un uomo, una cultura patriarcale ancora le vuol tenere subalterne, che vuole mettere a tacere le donne che dicono “no, basta” a costo di ucciderci nei modi piu’ atroci.
La cronaca di questi ultimi mesi è piena di donne uccise barbaramente, di femminicidi. Vedete non voglio più procreare perché quel che vedo non mi piace: violenza chiama violenza e vittime altre vittime, morti altri morti, naufraghi altri naufraghi, ecc… Schiavi, perché in questo ci siamo trasformando inesorabilmente e questo sarà il futuro dei miei figli, se non peggio: Il futuro in cui un ragazzo, non più sindacalizzato grazie alla frammentazione delle tipologie contrattuali, guadagna 2,70 euro per consegnare pizza a domicilio, dove sei cronometrato se lavori per Amazon, ecc…

un futuro, un presente in cui per fette sempre più ampie di ragazzi, la certezza di un futuro lavorativo si trova nell’esercito che non esiterà/esita di mandarli a morire in nome della cosiddetta “Patria” e dell’esportazione della democrazia con il mitra.

Non ci sto più, voglio scendere dalla giostra.

E ora di chiedersi che ruolo noi Donne abbiamo in questa società e come ce lo vogliamo assumere?

E ora di dire che:

  • NON partoriremo nuovi schiavi
  • NON saremmo più vittime delle violenze fisiche e psicologiche di chi ci vuole sottomesse
  • NON saremo schiave del Capitalismo e del Patriarcato che ci vuole mettere l’una contro l’altra nell’eterna guerra tra poveri.

Chiedo al Diritto (quello che ha riconosciuto l’aborto, il divorzio) di riconoscere il mio diritto di non procreare più e di sancirlo con una legge che consentirebbe al sistema sanitario nazionale di effettuare la chiusura delle tube di tutte le donne che ne faranno richiesta purché siano nel pieno possesso delle proprie facoltà.

spero che anche i fratelli più sensibili all’autodeterminazione delle Donne si uniranno a questa richiesta che non è altro che un atto che impone a questa società di interrogarsi sulle sue sorti se le donne non volessero più partorire figli condannati dai “padri”.

Organizziamoci        Shaheenah

Ho raccolto con molta emozione questa testimonianza che mi ha spinto a riflettere profondamente sul fatto che in maniera forse  poco consapevole abbiamo dato per scontato che l’atto di una decisione definitiva sulla possibilita’ futura di procreare ,come la chiusura delle tube, venga nel nostro paese non considerata come un diritto della donna, negandole la possibilità che ha, sul proprio corpo,  di scegliere .

Il SSN non prevede questa possibilità e dal punto di vista delle modalità per effettuare l’intervento c’è una zona oscura in cui si può forse agire in privato o alla fine di un parto cesareo, ma senza la chiarezza di un diritto affermato.

In altri paesi del mondo questo diritto è riconosciuto, al pari degli altri diritti della donna, come l’aborto, il divorzio, la podestà sui figli.

Ma qui parliamo di decisione irreversibile di non procreare…

E allora la domanda spontanea è come mai lo Stato non prevede questa libera scelta?

Senza peraltro agevolare la scelta opposta, quella di procreare..

Probabilmente bisogna andare a rintracciare più profondamente quale è il ruolo presupposto della donna in questa nostra società..

Il corpo appartiene alla donna da molto poco tempo.. ricordiamo che negli anni 70 la sessualità ha cominciato ad appartenerle , quando l’uso della pillola l’ha tolta dall’angolo cui le gravidanze non desiderate l’avevano messa e da allora  ha potuto iniziare a reclamare il suo  diritto ad una sessualità libera, partecipata e soddisfacente.

E’ solo in quegli anni o di quelli subito precedenti che una donna poteva non sposare il suo stupratore, con un matrimonio riparatore che avrebbe salvato il suo onore ma l’avrebbe condannata a un ruolo di vittima perenne in mano al suo carnefice.

Per stabilire che lo stupro e’ un delitto contro la persona e non contro la morale pubblica ci sono voluti decenni di lotte e di sofferenze di ragazze che, subendo un trauma enorme, non vedevano tutelato il loro diritto come persone ad avere giustizia.

Bisogna certamente andare molto indietro per decifrare quando e perché il diritto delle donne ad essere considerate persone con diritti pieni, è andato perso.

La storia delle donne è ammantata da questo nero velo che le ha viste sempre protagoniste di serie B , non riconosciute o perseguitate quando sono state donne di valore, cadute nel dimenticatoio della storia , o messe  a tacere impedendogli l’accesso all’istruzione e alla cultura.. Non dobbiamo andare molto indietro per vedere famiglie in cui le donne non hanno potuto studiare e questo diritto è stato riconosciuto ai maschi di famiglia.

Famiglia che ha avuto, finora il suo caposaldo in una donna madre, centro e fulcro dell’organizzazione sociale, sulle cui spalle poggia una organizzazione di welfare riconosciuto anche attualmente dalla nostra massima autorità religiosa, che lo ha definito ingiusto e pesante….

L’organizzazione sociale ha visto finora le donne che stavano al loro posto, madre e colonne portanti di una società in cui la famiglia è l’elemento principale.

Ma quale famiglia?

Se fino a qualche decennio fa, per le donne era impensabile aspirare a carriere lavorative soddisfacenti e quindi con scontata mansuetudine hanno accettato responsabilità familiari mettendo in assoluto secondo piano il mondo lavorativo e la realizzazione personale , i nuovi assetti sociali  del XX secolo le  hanno spinte fuori di casa e le hanno portato prepotentemente nei luoghi di lavoro.

E se ancora resiste il famoso muro di cristallo, al di la del quale una donna non può andare in termini di carriera e di realizzazione professionale, è pur vero che molte cose stanno cambiando.

Sappiamo bene che il mondo sociale intorno a noi cambia, ma i nostri modelli interni di organizzazione familiare, inconsci, rimangono.

E cosi’ in una società in drammatico movimento, in cui lo sviluppo dell’energia femminile si afferma di giorno in giorno, rimangono alcuni simboli inconsci che fanno  da ultimo baluardo al cambiamento che l’assetto sociale sta subendo.

Certamente il ruolo di Donna Madre è un modello fortemente radicato e inossidabile, per cui una donna che non sia madre ancora oggi nella nostra cultura è vissuta come “difettosa”, e l’obbligo maggiore per una donna è assicurare la sua presunta normalità facendo figli.

L’idea che una donna possa scegliere di non essere madre e di non aderire al modello sociale quasi obbligato, è in un’area molto vicino al Tabù, di cui ancora non si parla e non si sfiora.

Forse è arrivato il momento di parlare di reale libertà delle persone, che significa non dovere aderire a modelli sociali precostituiti, e per le donne poter uscire dal giogo del cosiddetto ”tempo biologico”, che insensate campagne pubblicitarie peraltro governative, spingono in baratri di ruoli sociali giudicanti e che determinano falsi valori e ingiusti disvalori.

La procreazione quindi come atto di scelta di libertà , senza doversi sentire menomati se si sceglie di non procreare o di non poterla realizzare perché le condizioni sociali non lo permettono.

La libertà di procreare è anche relativa al mondo in cui i nostri figli andranno a vivere e non mi stupisco che la mia paziente non voglia contribuire a dare i figli in pasto a una cultura e organizzazione sociale guerrafondaia competitiva e incentrata sulla logica dei mercati.

Le donne non manderebbero mai i loro figli in guerra.

Forse su questa considerazione bisogna raccogliere le nostre energie e sottrarre il mondo a una logica patriarcale gerarchica competitiva e portatrice di morte.

Neanche io ci sto.

E voi care amiche e cari amici ?

 

Manifesto del Tiaso Pitagorico

La Nuova Scuola Pitagorica propone come suo organo principale il Tiaso Pitagorico quale luogo d’incontro tra uomini e donne per arrivare alla conciliazione dell’elemento maschile col femminile e per ritrovare un rapporto armonico con la natura.

In tempi remoti esistevano delle comunità dove uomini e donne vivevano condividendo la gestione del potere in armonia e in un profondo legame con la natura.

Con il susseguirsi degli eventi storici questo rapporto armonico si è squilibrato ed è prevalsa un’organizzazione patriarcale gerarchica dove l’energia femminile ha perso il suo valore all’interno della società.

Nell’antica Grecia, nonostante le rappresentazioni delle belle figure femminili a noi giunte, la reale condizione delle donne era insostenibile perché predominava la cultura maschile della gloria, della guerra e della competizione politica.

In quel contesto si sviluppò il Tiaso, nato originariamente come luogo di aggregazione femminile legato a rituali religiosi ed educativi.

Nella Magna Grecia, il Tiaso si elevò ad organizzazione filosofica dove le donne erano libere di esprimere le loro idee, proposte e i propri sentimenti.

Quei tentativi tuttavia non bastarono e l’evoluzione dell’umanità ha poi assistito a un riproporsi continuo di questa disarmonia espressa con violenze, guerre e aggressione alla natura. Nonostante i recenti movimenti per la difesa dei diritti della donna, che hanno portato comunque a dei risultati positivi sul piano giuridico e sociale, non si è ancora concretizzata l’armonizzazione di maschile e femminile che Pitagora professava.

A tal fine la Nuova Scuola Pitagorica predispone nel Tiaso la creazione di reti, confronti e iniziative in varie città e nazioni, attività di sensibilizzazione e collaborazione con altre organizzazioni che inducano ad una presa di coscienza di sé, dei problemi e dei modi per superarli.

Il Tiaso Pitagorico intende inoltre promuovere un’esplorazione delle energie, capacità, idealità, desideri e attese sia di donne che di uomini per capire a fondo le loro differenze e potenzialità ed attingere da esse nuove energie per una rigenerazione universale.

logo_nuova_scuola_pitagorica

 

Costellazioni Familiari e Tecniche di Consapevolezza Corporea

Cari amici,

vi informo che il prossimo gruppo di Costellazioni Familiari e Tecniche di Consapevolezza Corporea si svolgerà il  9 ottobre ore 10/18.

Per tutte le informazioni, di contenuti o logistiche, andate sul mio sito rosabrancatella.it, in particolare su evento Costellazioni Familiari  o sul calendario dei miei eventi.

Vi invio anche le date dei successivi incontri

  • 9 ottobre 2016
  • 6 novembre 2016
  • 11 dicembre 2016
  • 22 gennaio 2017
  • 19 febbraio 2017
  • 19 marzo 2017
  • 14 maggio 2017
  • 18 giugno 2017
  • 16 luglio 2017

Un saluto Rosa Brancatella

Gruppo di Meditazione

Cari amici ,vi informo che riparte il gruppo di Meditazione . Gli incontri saranno tutti i Giovedi dalle 20 alle 21.

Il primo incontro è fissato per il 15 settembre.

Per tutte le informazioni, di contenuti o logistiche, andate sul mio sito rosabrancatella.it, in particolare su evento Gruppo di Meditazione o sul calendario dei miei eventi

Vi aspetto con gioia Rosa Brancatella

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