Siamo in un momento storico di grande cambiamento. Molte nuove scoperte, in tutti i campi, della fisica alla biologia, l’epigenetica, le neuroscienze ,la psicologia e la medicina rendono necessaria una nuova visione del mondo.
Quello che fin’ora e’ stato,una immagine frammentata del mondo vivente, dove ogni branca forniva la sua parziale visione ,cerca un nuovo paradigma unificante le varie discipline. Il punto di partenza è la ricerca di quello che connette il mondo fisico col mondo vivente,il mondo vivente col sociale,il sociale alla cultura e ,in definitiva cosa connette l’Uomo all’Universo, dal momento che ogni uomo si pone queste domande di base: chi sono io, perche’ sono qui, cosa c’è dopo la mia vita finita.
Le scoperte della fisica quantistica ci portano a sostenere che alla base di tutto cio’ che esiste nell’Universo c’è una precisa Informazione: la Matrice(matrix) che origina tutte le particelle e tutti i sistemi.
Questo assunto implica un profondo cambiamento nella relazione uomo natura ,come pure una diverso dispiegarsi delle pratiche terapeutiche.
Posso accennare alla mia esperienza a testimonianza di una necessita’ di evoluzione ,oltre che personale ,del modo di concepire le pratiche terapeutiche. Comincio il mio percorso professionale come medico; formata nelle nostre Universita’ ,dove ,in una visione fortemente riduzionistica, la malattia è considerata una alterazione di un pezzo del corpo, su cui sara’ indirizzata la cura, in genere chimica o chirurgica, indipendentemente dal resto. La visione utopistica è che si cura quel pezzo malato, che sara’ riconsegnato sano al paziente, lo fa senza guardare e considerare la persona nella sua interezza e complessita’.Per allargare i miei orizzonti e cercare una unita’ ho intrapreso successivamente gli studi di psicologia, diventando psicoterapeuta, alla ricerca di una unita’ che ancora non trovavo.
Imbattermi nella Meditazione prima e poi nelle Costellazioni Familiari mi ha aperto una porta e mi ha permesso di vedere tutto da un’altra dimensione. Nella meditazione l esperienza di un sé Superiore, oltre il proprio io e oltre il cervello pensante con cui ci identifichiamo…con le Costellazioni l’esperienza della possibilita’ di vivere l’informazione del campo e avere un’altra concezione del tempo:il presente,passato e futuro non come entita’ lineari, ma nel campo morfogenetico delle Costellazioni è possibile entrare in contatto con il presente passato e futuro,quando un’azione fatta ora, riguardante il passato di una persona ,di un sistema familiare, puo’ influenzare il futuro dell’individuo e del sistema secondo meccanismi legati al campo, che la fisica quantistica ci puo’ spiegare .
Il cambiamento di paradigma che sta avvenendo è dunque sostanziale e comincia dalla concezione della materia che, considerata fin’ora il fondamento della nostra struttura conoscitiva, deve lasciare il posto a quello che i fisici del CERN di Ginevra chiamano la Nuova Sostanza Primordiale,base della formazione dell’Universo,che non è la materia,ma l’Informazione.
Un campo cosidetto di Coscienza Universale, interamente intelligente, un “ Campo Energetico Unificato” ,cosi’ viene definito dalla fisica oggi e che 5000 anni fa i mistici chiamavano col nome di AKasha.
La fisica Quantistica si incontra quindi con il misticismo orientale e le scritture sacre possono essere comprese a fondo da quando si è addentrata nei meandri del mondo subatomico nell’invisibile, dove ha verificato che spazio e tempo perdevano di significato.
Il misticismo orientale ha percorso questa strada partendo dall’invisibile, mentre la scienza occidentale è partita dal mondo materiale o visibile e si è incontrata con l’oriente sul piano del sottile.
Nel 1975 Fritjoy Capra , fisico e teorico dei sistemi ,ha pubblicato il” TAO della fisica”,ristampato e letto in tutto il mondo ancora oggi.
Capra dimostra le straordinarie analogie tra quanto predicato nelle filosofie orientali e quanto veniva scoperto dalla fisica quantistica, sottolineando che mistica e scienza ,in epoche diverse e in culture diverse sono arrivate a conclusioni simili.
Si è cominciato da allora a cercare un anello di congiunzione tra la spiritualita’ e la scienza, cosa che in passato costituiva la norma, ma difficile se non impossibile ai tempi attuali.
SE vediamo quale è stata la storia della nostra tradizione culturale, rispetto alla concezione cosmogonica dell’Universo e quindi dell’Uomo in esso, ci rendiamo conto che in un lontano passato, non esisteva questa scissione tra le discipline e che i matematici erano anche filosofi, medici, letterati.
Nella nostra tradizione non c’era divisione e non c’era divisione nella percezione del mondo e dell’ Universo.
Il Tutt’uno, l’idea di un principio fondamentale alla base della visione cosmogonica del pensiero occidentale era alla base dello studio della natura e dei suoi fenomeni.
Ricordiamo per esempio l’antica scuola Ionica,che raggruppava i primi filosofi greci nelle colonie ioniche dell’Asia Minore.
La scuola di Mileto con Talete,Anassimandro e Anassimene è considerata la prima tradizione continuativa di pensiero e da essa si fa iniziare la storia della Filosofia in Occidente.(VI sec.a.C.)
Per la prima volta nella storia del pensiero occidentale si conduceva una indagine che non fosse di tipo teogonico o cosmogonico , ma su metodi razionali e laici, sul principio originario che presiede alla genesi e alla realta’ di tutto cio’ che è, l’ ARCHE’,definito anche APEIRON, l’infinito, l’illimitato.
Dall’ARCHE’ deriva ogni singola realta’ e in esso si dissolve alla fine di ogni ciclo cosmico.
Mi piace ricordare Pitagora(in nome anche della Nuova Scuola Pitagorica che abbiamo rifondato a Crotone),che individua nella matematica e nei numeri il filo conduttore della realta’,non come rappresentazione ma come realta’ essi stessi, il numero quindi come principio fondamentale e unificante della natura.
E come non ricordare Aristotele che identificava nel Primo Motore Immobile la fonte originaria, causa prima e non indagabile del moto degli astri e della materia, causa prima del divenire dell’Universo, causa originaria del moto di tutti i pianeti e i viventi, ma immobile essa stessa.
Anche Tolomeo, seppure ancora presentava una visione geocentica, con la terra al centro dell’Universo, parlava di una forza vitale interna a ciascun pianeta.
Mentre questo succedeva alle nostre latitudini in oriente con le religioni orientali,il buddismo(Theavada, Tibetano, Mahayana),le religioni cinesi(Confucianesimo e Taoismo) e l’Induismo e il Sikismo, si arriva alla esperienza dell’assoluto ma con un approccio intuitivo_meditativo e cosmico,con un carattere sapienziale mistico e non logico sistematico come invece avvenne nelle nostre scuole filosofiche.

Il cambiamento della visione del mondo alle nostre latitudini lo possiamo collocare nel XV secolo, dalla scoperta dell’America in poi quando, insieme alla invenzione della stampa e alla conseguente diffusione di cultura e informazione inizia quella che fu chiamata la Rivoluzione scientifica, tecnologia e industriale.
Non è questa la sede per parlare dei grandi cambiamenti scientifici, sociali e culturali che questa ha portato. Dal punto di vista della concezione del mondo e delle scienze in particolare, cambia il rapporto con i fenomeni naturali cui non viene piu’ applicata una visione dogmatica, ma cominciano ad essere indagati secondo una visione che sara’ il futuro della interpretazione scientifica.
Saranno punti di riferimento l’osservazione, la sperimentazione e la verificabilita’,in contrasto con i principi aristotelici che nella comprensione dei fenomeni davano importanza ai principi e ai ragionamenti logici, o in contrasto con la religione che interpretava i fenomeni naturali con una visione fideistica.
L’incontro tra la spiritualita’ orientale o quella dei Greci e la scienza è stata dunque naturale e forse inevitabile.
Non cosi’ alle nostre latitudini dove la nostra spiritualità nei secoli si è canalizzata nei dogmi delle tre religioni monoteiste, l’ebraismo, il cristianesimo, l’islamismo, tre religioni che nei secoli si sono spesso opposte alla scienza e a loro volta gli scienziati non si sono considerati amici delle religioni. Con la fisica quantistica è arrivato il momento in cui le due facce della stessa medaglia possono incontrarsi e confrontarsi con il percorso, questa volta occidentale..
Dalla Grecia ai giorni nostri, il cambiamento della concezione del mondo inizia come data simbolica nel 1543,quando un astronomo polacco, Niccolo’ Copernico, nel suo libro ”De revoluzionibus orbium celestium” propone una spiegazione dell’universo con una teoria eliocentrica.
Il Sole occupa un posto centrale, mentre i pianeti, Terra compresa, sono in moto intorno ad esso.
Cambia quindi anche la concezione dell’Uomo e il finalismo antropocentrico che lo aveva visto al centro della natura lascia il posto ad una visione dell’Uomo come parte del sistema.
Keplero rafforzo’ questa teoria .
Il contributo decisivo alla costruzione di una nuova cosmologia fu dato da Galileo Galilei, il primo moderno scienziato.
Costrui’ il primo cannocchiale e puntandolo verso il cielo confermo’ la teoria di Copernico.
Mise a punto il metodo sperimentale, base della successiva e ancora attuale ricerca scientifica che vede varie fasi, dalla ipotesi matematica alla successiva osservazione e poi sperimentazione.
Con l’inglese Francis Bacon il metodo di indagine sui fenomeni naturali si allargo’ con l’introduzione di un metodo ipotetico deduttivo che è il metodo ancora utilizzato nella nostra ricerca che prevede una osservazione sistematica dei dati, la formulazione di ipotesi e la verifica sperimentale.
Non si puo’ diementicare un altro padre del meccanicismo,Isacco Newton,il quale postulo’ a possibilita’ di separare e isolare i singoli effetti di ciascun fattore causale in un sistema e di poterne calcolare i singoli effetti.
Il calcolo infinitesimale ha permesso di quantificare con grande successo la variazione di ogni singolo parametro in un sistema complesso,rafforzando la teoria che ogni singolo oggetto è separato dagli altri e negando le reciproche influenze che oggi sappiamo esserci in una dimensione che guarda alla complessita’.L’universo come aggregato meccanico che puo’ essere studiato con equazioni che descrivono i fenomeni naturali.

Cartesio individuo’ nella matematica il fondamento metodologico della natura: scompone i fenomeni in varie parti disponendoli in ordine logico(assi cartesiani)riducendo i fenomeni complessi a elementi semplici analizzabili quindi con valori matematici. Risulta essere il padre del riduzionismo scientifico il cui principale assioma è che è possibile studiare la realta’ senza porsi in relazione con essa.
Nasce da qui la concezione della separatezza dell’uomo dalla realta’ circostante, dalla natura e dagli altri esseri.
Una ulteriore divisione avviene con Cartesio con l’enunciato teorico che divide la Res cogitans ,il pensiero e la dimensione spirituale dell’Uomo dalla Res Extensa, la materia che secondo Cartesio puo’ essere studiata e osservata separatamente dal mondo dello spirito.
Si articola qui una frattura tra materia e spirito che sara’ presente nella nostra cultura a venire e che nutrira’ la nostra concezione dualistica e in qualche modo scissa del mondo.

Dunque la nostra concezione della realta’ comincia a cambiare .
Come dice De Marchi, noto fisico, la materia ,fondamento della visione meccanicistica della realta’ che si credeva “solida, densa, compatta e intangibile, perdendo la sua consistenza materiale si trasforma sempre di piu’ in pensiero”…
La fisica quantistica sta dimostrando che quel mondo naturale che si credeva cosi’ materialmente reale sta svanendo nella irrealta’ della sua inconsistenza fisica. Se inoltre teniamo presente il ruolo dell’osservatore nello svolgersi della realta’ e nel condizionare lo stato della materia ; l’entanglement, il fenomeno per cui due particelle che si sono trovate a interagire ,se poi vengono separate ,rimangono legate(entangled) per cui anche a grandissima distanza l’una dall’altra ripetono il movimento che una o l’ altra compie; Il fatto che la materia si puo’ manifestare come particella ma puo’ essere onda, tutto ci porta a guardare il mondo, l’universo, l’uomo e la sua mente, la sua anima in un modo nuovo.
La scienza ci indica la strada per cercare la strada della nostra spiritualita’.
Per fare questo sara’ sicuramente necessario superare il dogmatismo della nostra secolare impostazione religiosa, dal momento che alle nostre latitudini la nostra spiritualità nei secoli si è canalizzata nei dogmi delle tre religioni monoteiste, l’ebraismo, il cristianesimo, l’islamismo, tre religioni che nei secoli si sono spesso opposte alla scienza e a loro volta gli scienziati non si sono considerati amici delle religioni.
Il rapporto tra fisica e religione è sempre stato un rapporto complesso, e a tratti conflittuale,culminato con una recente dichiarazione di separazione attuata nel 1981 dalla National Academy of Science USA che ha asserito che “Religione e Scienza sono due dimensioni del pensiero umano distinte e reciprocamente esclusive”, delineando a mio parere una ennesima competizione tra dogmi e non per una reale incompatibilita’ delle due ricerche umane.
Questa integrazione non puo’ che essere un movimento fecondo per l’umanita’ intera .
Se pensiamo che Oriente e Occidente sono per la terra e per il suo mentale l’equivalente del lobo dx e sinistro per l’uomo.
Mistico ,devozionale, contemplativo, spirituale l’oriente, logico razionale, analitico scientifico l’altro. Come per i nostri due lobi cerebrali ,le due polarita’ del pianeta,oriente e occidente hanno una funzione congiunta, equilibratrice e indissolubile.
Con la fisica quantistica è arrivato il momento in cui le due facce della stessa medaglia possono incontrarsi e confrontarsi con il percorso, sia del misticismo orientale,che della concretezza occidentale.

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Rosa Brancatella ()

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