Ho accolto con piacere l‘invito di Salvatore Mongiardo di mettere a disposizione della N.S.P. la mia competenza professionale di donna che ha lavorato con le donne in questa meravigliosa sfida di portare avanti in una terra, che è la mia terra, un progetto di consapevolezza per le donne, proprio qui dove la condizione femminile è stata ed è ricca di contrasti.

Certamente un percorso complesso quello delle donne calabresi ,che, seppur dotate di grande forza ,scontrano con un modello culturale severo e a volte riduttivo rispetto alle loro possibilità espressive..ma la condizione femminile, non solo calabrese, giornalmente alla ribalta di una cronaca crudele, è in questo momento nodo cruciale per l’evoluzione della specie umana .

Il progetto della N.S.P prevede come obiettivo principale la fine della violenza ,obiettivo in cui le donne hanno un compito primario, determinando con cio’ i destini futuri della umanità..

Pitagora aveva visto e intuito che per l’armonia umana era fondamentale la presenza della donna che doveva ritrovare e riconquistare la sua dignità di persona. Solo così sarebbe stata possibile la conciliazione degli opposti ,base della armonia della vita, tra il maschile e il femminile, cosa che avrebbe permesso anche all’uomo la realizzazione di sè.

Ma quando e come la dignità femminile si è perduta? Certamente per comprendere il presente dobbiamo dare uno sguardo, seppure in questa sede fugace, al passato ..

Quale è la realtà femminile attuale e passata?

Per rimanere alle nostre latitudini per parlare dei diritti conquistati dalle donne ricordiamo che solo qualche decennio fa in Italia è stato abrogato il delitto d’onore ,che sanciva una sorta di proprietà dell’uomo sulla sessualità e quindi sul corpo della donna. E’ degli anni 60 la legge che liberava la donna dall’obbligo di sposare il suo violentatore per un “matrimonio riparatore”e questo grazie a una coraggiosa donna del sud che ha rifiutato di assolvere a questo compito .Lo stupro considerato come delitto contro la persona e non contro la morale pubblica è di pochi anni fa,… La riforma del diritto di famiglia che sanciva il diritto delle donne sui figli e decretando la fine del diritto esclusivo paterno è di pochissimi decenni fa.…Molto si è fatto ma molto ancora si deve fare …

Voglio solo accennare all’uso dissennato che allo stato attuale si fa del corpo delle donne, mercificato e mortificato e usato come strumento di marketing,quando viene utilizzato per stimolare fantasie erotiche che si associano a una maggiore possibilità di consumo di prodotti…, visione distorta del valore della persona donna, che diventa una delle cause indirette della violenza sulla donna…

Questo nelle nostre latitudini. Se mandiamo il nostro sguardo a quello che succede in altri mondi o altre religioni vediamo come molto spesso le donne sono deprivate dei diritti umani, che vanno dalla possibilità della scelta matrimoniale(le spose bambine..) , alla negazione della sicurezza nella istituzione matrimoniale, al divieto del mondo extra domestico, al diritto di possedere benì, al controllo sul proprio corpo e dei diritti sulla prole.

Ma non è sempre stato così..

Recenti studi archeologici compiuti sopratutto da Maria Gibutas ,archeologa lituana che ha insegnato alla UnversitàHarvard di Boston, hanno evidenziato che c’è stato un lungo periodo ,nella storia dell’ Umanità in cui la società era ordinata in altro modo. La Gibutas ha esaminato migliaia di reperti archeologici di un’epoca remota (5000-7500 a.C.)Dall’analisi dei reperti ha ricostruito lo svolgersi di una società in cui la donna era al centro della vita comunitaria. Era il tempo della Dea Madre, a lei veniva riconosciuto il potere della vita, depositaria della vita, morte, rigenerazione. Le donne, sacerdotesse della Dea Madre, sacre portatrici della vita, intermediarie naturali con la terra e con la natura e la divinità, avevano un posto fondamentale nella organizzazione sociale. Era il tempo delle società gilaniche (Gi- Donna, Aner- Uomo e la l congiunge le due parti..) Era il tempo della società della condivisione e del dono, il potere equamente diviso tra uomo e donna. Erano società pacifiche e prospere, in contatto profondo con la natura e i suoi ritmi, la vita e la morte. Era il tempo che ancora ci riportiamo come memoria nel nostro patrimonio genetico, come tempo possibile di amore e di pace.

Secondo la Gibutas queste società occupavano tutto il mediterraneo e il medio Oriente:Dal sud del Volga arrivarono a queste latitudini i popoli Kurgas, che avevano addomesticato il cavallo e inventato le armi, con una organizzazione gerarchica non pacifica .A poco a poco le incursioni di questi popoli soppiantarono queste società pacifiche e al modello della condivisione si sostituì quello gerarchico. Le donne persero il loro ruolo sacro, non piu’ sacerdotesse mediatrici tra il divino e la terra, furono ridotte a schiave sessuali dei guerrieri e il loro ruolo e l’organizzazione sociale che ruotava intorno finì,tranne che rimanere per molto tempo in alcune zone che subirono piu’ tardivamente invasioni perche’ protette dal loro isolamento geografico, come Malta, Santorini, Creta,Sardegna dove tracce di società gilaniche si rinvengono fino al 1500 a.C.

Nella nostra storia le società gilaniche furono a poco a poco soppiantate da società patriarcali e il ruolo della donna divenne secondario.A poco a poco le donne persero i diritti umani, spinti in un ruolo subordinato e indotte a credere e condividere un profondo senso di inferiorità.

Naturalmente sempre ci sono state sacche di resistenza alla regola che deprivava le donne del loro ruolo nella storia e la storia è anche piena di donne che hanno portato avanti coraggiosamente i loro saperi, pagando a volte prezzi altissimi.

Possiamo ricordare, perche’ ormai nota per merito dei media, la figura di Ipazia e tantissime altre come lei o possiamo ricordare i roghi che hanno messo a tacere le conoscenze e i saperi di medicina popolare e di cultura fitoterapica di migliaia di donne che, dedicate alla conoscenza e al tramando della cura secondo tradizioni e secondo una medicina naturale, profonde conoscitrici del potere delle piante che oggi la moderna fitoterapia sta conoscendo, sperimentando e rivalutando, furono messe a tacere ,tacciate di stregoneria.

Ma le donne sono sempre andate avanti e in questo momento storico un grande movimento è in atto.

L’umanità si sta rendendo conto che l’energia femminile è indispensabile alla sua evoluzione. E’ indispensabile ora come lo è stato nella storia dell’evoluzione della specie umana dove il ruolo femminile è stato fondamentale.

E se recenti studi stanno rivedendo la ricostruzione dell’organizzazione sociale della primitiva società neolitica che era stata disegnata sullo schema dell’uomo cacciatore che da solo andava a procacciare le sue prede e tornava alla sua caverna dove lo avrebbe atteso una donna che accudiva i figli, hanno in realtà presentato una organizzazione sociale in cui il ruolo della donna già da allora era fondamentale , in quanto l’organizzazione era di gruppo, comprese le battute di caccia in cui tutti, uomini, donne ,bambini avevano un proprio ruolo. Ancora, recenti studi ci portano a riflettere come il prevalere della specie umana su altri primati sia legato all’evoluzione che la donna ha compiuto col suo corpo, quando, passando dall’estro dei primati al mestruo delle umane, quando le donne, in profondo contatto con i cicli della natura si sono sintonizzate sui ritmi lunari per le mestruazioni, ha aumentato vorticosamente l’indice di fertilità della razza umana permettendo così il primato numerico dell’homo sapiens sugli altri primati.E ancora recenti studi attestano come l’evoluzione del cervello umano e la formazione di circuiti neuronali che hanno sviluppato il nostro cervello circonvoluto e sofisticato,è sicuramente legato agli stimoli che il cucciolo d’uomo ha ricevuto nelle cure materne primarie, alla relazione che la madre umana ha saputo instaurare con il suo neonato, indispensabile per lo sviluppo cognitivo ed emotivo che la nostra specie ha avuto.

Potrei continuare a lungo…

Quello che ora è importante che le donne riprendano in mano la consapevolezza di se’,del ruolo che hanno avuto e che dovranno avere nel destino evolutivo della specie umana che è quello di portare l’equilibrio e l’armonia che Pitagora ci indicava possibile solo con la conciliazione degli opposti.

E’ il momento per noi donne di prendere in mano la responsabilità che abbiamo verso il mondo e fare la nostra parte.

Invito per questo tutte le donne vicine e lontane a partecipare al futuro Tiaso pitagorico che istituiremo in varie città , luogo di incontro, di studio e di consapevolezza per poter arrivare ad assumere la responsabilità verso se stesse, verso gli uomini, verso il genere umano. Ognuno in questo momento è chiamato a fare la sua parte, in un mondo che sta cambiando e la cui vecchia organizzazione, gerarchica e violenta, è arrivata al capolinea.

Il nuovo mondo si sta già profilando all’orizzonte e ha bisogno del nostro amore..

si parte da qui, da questa terra!…

Crotone 18/08/2016

Il programma della giornata (fare click sulla immagine desiderata per ingrandirla):

e alcune foto della giornata(fare click sulla immagine desiderata per ingrandirla):

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Rosa Brancatella ()

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